Roma dice sì all’ospedale di zona disagiata

Atessa. Via libera del tavolo di monitoraggio Stato-Regione alla conversione del San Camillo
ATESSA. Via libera alla conversione del San Camillo in ospedale di area disagiata. Il tavolo di monitoraggio Stato-Regione - al quale erano presenti anche l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci e Angelo Muraglia, direttore del dipartimento Salute e Welfare- ha detto sì alla proposta partita dal Comune di Atessa e sposata dalla Regione. Adesso ci vorrà un ulteriore e definitivo passo: la giunta regionale dovrà approvare un’ultima delibera per inserire gli aggiornamenti nel Dca n.79 del 2016, che regola tutta la materia. I tempi di massima, ferie permettendo, sono circa un mese e mezzo, affinché sia riscritta tutta la materia. Poi ci sarà la definitiva approvazione della giunta regionale. La vicenda per il riconoscimento in ospedale di area disagiata parte dal consiglio comunale del 6 novembre 2017 (al quale parteciparono il governatore Luciano D’Alfonso e Paolucci), da una delibera di giunta regionale del 7 novembre, da un’altra delibera di giunta regionale del 17 gennaio con la quale sono stati cambiati gli atti programmatori riconoscendo Atessa presidio ospedaliero di area disagiata. Poi ci sono stati gli incontri tra amministratori comunali, guidati dal sindaco Giulio Borrelli, i medici e l’assessore nell’ospedale di Atessa; contatti telefonici e atti programmatori dell’Agenzia sanitaria regionale. Atessa ha sempre conservato lo status di ospedale, è ciò ha aiutato non poco. Gli altri piccoli ospedali (Gissi, Casoli, Guardiagrele, Pescina, Tagliacozzo) sono stati, invece, cancellati come presidi ospedalieri e riconvertiti con un decreto del governo nel 2010. L’ospedale di zona disagiata prevede, oltre al pronto soccorso, poliambulatorio, dialisi, cinque specializzazioni di base per il San Camillo: lungodegenza; riabilitazione adeguatamente implementata; day-surgery che deve raccoglier una parte della tradizionale chirurgia atessana; diagnostica per immagini ed endoscopia. Atessa ha ottenuto in sostanza che il San Camillo non fosse riconvertito in Pta (ospedale di comunità), luogo per curare gli anziani cronici, geriatrici, ma che fosse trasformato da ospedale generalista a presidio di area disagiata, in considerazione del fatto che Atessa è un paese-cerniera tra una vitale zona industriale e un entroterra disagiato.
Matteo Del Nobile
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