Rosato rischia un altro processo per abusi sessuali su uno studente

5 Ottobre 2021

Arrivano nuovi guai giudiziari per il preside lancianese già condannato a 3 anni e mezzo di reclusione Un ex alunno racconta: «Mi ha baciato in macchina, poi mi ha regalato un cellulare da 600 euro»

CHIETI. Nuovi guai giudiziari per Marcello Rosato, il preside lancianese già condannato a 3 anni e mezzo di reclusione per aver fatto «ripetutamente» sesso con uno studente minorenne approfittando «dei poteri connessi alla sua funzione». Il docente di 49 anni rischia di finire ancora sotto processo per aver abusato di un altro alunno. La procura aveva chiesto l’archiviazione, ritenendo il reato prescritto. Ma la tesi non è stata condivisa dal giudice Andrea Di Berardino, che ha ordinato l’imputazione coatta. Adesso, dunque, il pubblico ministero formulerà la richiesta di processo. Poi un nuovo giudice fisserà l’udienza preliminare per decidere su eventuali riti alternativi scelti dalla difesa (patteggiamento o abbreviato) oppure sul rinvio a giudizio.
IL RACCONTO CHOC
L’ultima (presunta) vittima di Rosato è uno studente, oggi di 24 anni, ascoltato come testimone nel processo chiuso due settimane fa con la condanna di Rosato dopo le indagini della squadra mobile di Chieti, sotto il coordinamento del pm Marika Ponziani. «Marcello Rosato mi baciò in macchina», ha raccontato il giovane davanti ai giudici. Il teste, rispondendo alle domande del pm, ha riferito di tre uscite con Rosato: «All’epoca, nell’anno scolastico 2012-13, lui era un insegnante: l’ho conosciuto durante una supplenza. Ha iniziato a farmi complimenti su una maglietta che indossavo. Il pomeriggio successivo mi ha mandato un messaggio su Messenger, e da lì è partito tutto. Mi diceva che ero un ragazzo molto speciale e che avrebbe voluto conoscermi meglio. Dopo un paio di settimane, siamo usciti una prima volta: abbiamo parlato del più e del meno e della scuola. Lui mi elogiava con tanti aggettivi. Nel secondo incontro siamo andati a San Vito, all’Eremo Dannunziano: il primo approccio da parte di Marcello c’è stato nella pineta».
BACIO RUBATO
«Al terzo appuntamento, dopo aver percepito un tentativo di avvicinarsi a me, ho deviato il tutto dicendo di voler andare al Megalò», ha continuato il 24enne. «Nel centro commerciale abbiamo passeggiato. Mi ha chiesto espressamente di avere un approccio fisico, ovvero un bacio. Forse ingenuamente, non mi aspettavo una dichiarazione del genere. In un primo momento, ho rifiutato. Ma, quando siamo tornati in macchina, il bacio c’è stato. Ha anche tirato fuori un telefonino, un Samsung Galaxy S3 da 600 euro. Poi ho deciso di rivenderlo, in modo tale da chiudere questa storia».
I PASSAGGI DELL’INCHIESTA
Su questi episodi la procura di Chieti aprì un fascicolo già nel 2013. Ma l’inchiesta finì in archivio perché, all’epoca, la presunta parte offesa non confermò i fatti. Più recentemente, ascoltato in questura, l’ex studente aveva invece verbalizzato parte delle presunte avance a sfondo sessuale. E durante il processo, dal banco dei testimoni, ha fornito nuovi dettagli: «Non li ho detti prima perché, quando sono andato a deporre alla polizia, non mi sentivo più di tanto di affrontare quel discorso».
È SOSPESO DAL SERVIZIO
Attualmente Rosato è sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo della presentazione alla polizia giudiziaria: significa che, ogni giorno, deve andare a firmare in commissariato. La logica conseguenza è che resta in piedi la sospensione dal servizio decisa dall’Ufficio scolastico regionale, un provvedimento legato alla durata della misura cautelare.
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