Rose bianche per l’ultimo saluto a Marino

In tanti ieri all’addio al 30enne disabile morto per un malore nel centro Anffas di Santa Maria Imbaro
PAGLIETA. Per l’ultimo saluto a Marino Cericola, una cascata di rose bianche deposte sulla bara, lacrime e tanta gente, ieri pomeriggio nella chiesa Maria Santissima Assunta, in paese. È andato via in punta di piedi, il trentenne di Paglieta, stroncato da un infarto, mercoledì mattina, intorno alle ore 11, nel centro Anffas di Santa Maria Imbaro, mentre era intento a praticare le attività psicoeducative di routine, alle quali si sottoponeva durante la settimana. Gli operatori della Croce Azzurra, nei giorni di terapia, lo prendevano in carico dalla sua abitazione di Paglieta per accompagnarlo al centro. Il cuore del giovane ha smesso di battere improvvisamente: si è trattato di una morte fulminea, che non gli ha lasciato scampo. Invano ogni tentativo di rianimarlo da parte del personale medico presente nella struttura e giunto anche da Lanciano. Il giovane ha accusato il malore mentre si spostava, insieme all’operatore, da una palazzina a un’altra, e di colpo è stramazzato. Inutile l’arrivo dell’ambulanza e dell’elisoccorso: per Marino non c’era più nulla da fare.
Per i rilievi di rito, sul luogo della tragedia sono arrivati i carabinieri della caserma di Fossacesia e della compagnia di Ortona. Oggi restano i ricordi di quel suo modo di essere un ragazzo speciale, che frequentava poco il paese.
In chiesa, a dare conforto ai suoi genitori, a mamma Fernanda, a papà Leone, alle nonne Maria e Agnese, al nonno Gino, e ai parenti tutti, le parole di don Domenico Larcinese, pronunciate nel corso dell'omelia. «Oggi accompagniamo Marino dalla porta del cielo, dove la sua pagella è piena di voti, la sua carta d’identità è marcata dall’amore ricevuto e dall’amore dato. Marino è stato amato. Davanti alla morte di una giovane vita bisogna rimanere solo in silenzio».
Quel silenzio che ha accompagnato il mesto corteo funebre verso il cimitero cittadino per rendere l'estremo saluto allo sfortunato ragazzo, la cui vita, a causa dei suoi problemi di disabilità piuttosto importanti, non era certamente tutta in discesa. Ai funerali anche una delegazione dell'Anffas.
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