Ruba 15mila euro sul posto di lavoro

Dipendente di una sala slot finisce sotto processo per i soldi spariti dalle macchinette: lo incastrano le telecamere
LANCIANO. È accusato di aver rubato oltre 15mila euro nella sala slot dove lavorava. Michele Frascogna, 31 anni, residente a San Vito Chietino e originario di Napoli, è finito sotto processo per furto pluriaggravato: è lui, secondo la procura, l’autore di un maxi colpo avvenuto al Lucky house all’interno del centro commerciale Thema Polycenter di Rocca San Giovanni. L’uomo, come facile immaginare, è stato licenziato dopo che avrebbe fatto sparire i soldi contenuti nelle slot machine, nelle videolottery e nelle macchinette cambia monete.
Per ricostruire la vicenda, bisogna tornare indietro di oltre due anni. Il 17 febbraio del 2017 la titolare della sala giochi, Gioia Giudice, si presenta dai carabinieri di Fossacesia e denuncia «un ammanco di denaro di 15.816 euro, non coperto da assicurazione». La scoperta viene fatta «a seguito di alcuni comportamenti anomali di Frascogna», si legge sulle carte dell’inchiesta. «Infatti il 9 febbraio il dipendente, dopo aver terminato il proprio turno notturno alle 6.30, si è trattenuto inspiegabilmente per un’altra ora. Poi ha iniziato un periodo di malattia per 15 giorni». Ma il 12 febbraio, ricostruiscono gli investigatori, la titolare si è resa conto «che mancavano dal caveau anche alcune password e chiavi degli apparecchi presenti in sala, oltre a tutta la documentazione relativa al dipendente Frascogna e alla contabilità di slot machine e videolottery». I carabinieri acquisiscono le telecamere e individuano l’autore del furto: «I filmati», scrivono i militari, «ritraggono Frascogna mentre si impossessa di diverse banconote e documentazione varia, che porta con sé quando finisce di lavorare. Inoltre, soprattutto durante le ultime ore del suo turno, si nota Frascogna effettuare dei movimenti anomali e non autorizzati dalla responsabile: il dipendente agisce sui vari terminali e sul sistema di videosorveglianza ubicato nell’ufficio della titolare». E ancora: «L’indagato si è appropriato, oltre che del denaro contante e di tutta la documentazione relativa al suo rapporto di lavoro, anche di parte della documentazione sulla contabilità dare/avere degli apparecchi, probabilmente per celare l’ammanco di soldi e comunque per rendere difficoltosa la ricostruzione di quanto accaduto».
Il resto è storia recente. Il sostituto procuratore Serena Rossi ha contestato a Frascogna le aggravanti «dell’abuso di relazioni d’ufficio e del danno di rilevante gravità». La prossima udienza, davanti al giudice Andrea Belli, è in programma il 25 giugno: verranno ascoltati i testimoni, poi arriverà la sentenza. L’imputato è difeso dall’avvocato Giovanni Angelucci, mentre la titolare della sala giochi si è affidata all’avvocato Alessandro Troilo e chiede 25mila euro di risarcimento per danni «patrimoniali e non».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

