Ruba le identità su Instagram e clona le carte di credito: preso

Un giovane escogita un piano per giocare al poker online a spese di altri: scoperto dai carabinieri Ha cercato di spacciarsi per una neo patentata che aveva pubblicato sui social la foto del documento
CHIETI. Ruba i dati personali su Instagram e clona le carte di credito per giocare sui siti di poker online a spese di altri. Un giovane di 29 anni, residente in provincia di Alessandria, è stato scoperto e denunciato dai carabinieri della compagnia di Chieti, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco, dopo la querela presentata da un ragazzo di Guardiagrele, rimasto vittima della frode. Adesso il truffatore rischia una condanna fino a cinque anni di carcere per i reati di sostituzione di persona e indebito utilizzo di carte di credito.
Tutto inizia lo scorso maggio. In pieno lockdown, un ventenne si accorge di tre addebiti anomali sulla propria carta prepagata: i movimenti, per un totale di quasi mille euro, sono stati effettuati a favore di un sito di poker online e saltano immediatamente agli occhi del giovane che non ha mai giocato in vita sua. È evidente, dunque, come la Postepay sia stata clonata. Le indagini dei carabinieri della stazione di Guardiagrele partono immediatamente. Anzitutto, i militari riescono a risalire all’intestatario del conto di gioco che risulta essere una ragazza sarda. La patente di guida della giovane è stata utilizzata per formalizzare l’account, ma lei è ignara di tutto e presenta denuncia a sua volta. Così emerge che la vittima ha commesso una leggerezza: il giorno del conseguimento della patente, aveva pubblicato su Instagram una foto del documento. Un errore che ha spianato la strada al truffatore. Ma i carabinieri scoprono che anche l’autore del raggiro ha commesso due passi falsi. Il primo: iscrivendosi al sito di poker, ha usato una mail che contiene un nome maschile e una data di nascita diversa rispetto a quella della ragazza. Il secondo: ha collegato al conto di gioco un numero di telefono intestato alla madre. E la donna, ascoltata in caserma, conferma che quel numero è utilizzato dal figlio, già più volte nei guai per episodi analoghi. (g.let.)

