Rubate le pensioni alle Poste di Caldari

Ortona. Rapina di due banditi all’apertura. Fuga con 10mila euro
ORTONA. «Questa è una rapina». Sono le 8,35 quando alle poste di Villa Caldari di Ortona entrano due uomini con il volto travisato e armati urlando parole inequivocabili. Arraffano tutti i soldi che trovano sulla loro strada, ma vogliono anche quelli presenti all’interno della cassaforte a tempo. Si imbattono però in un coraggioso cliente che, approfittando di una distrazione, sbatte la porta di ingresso dell’ufficio contro uno dei malintenzionati lì vicino appostato, mettendo di conseguenza entrambi in fuga pochi secondi prima che potessero rubare anche i soldi dalla cassaforte. I due, quindi, si dileguano nel nulla a bordo di un Bmw alla cui guida c’è un terzo uomo, e con un bottino comunque ingente che si aggira sui 10mila euro.
Nel piccolo locale di piazza Garibaldi ci sono sette persone più la direttrice, quando la banda fa il suo ingresso e semina il panico appena dopo l’orario di apertura. È il primo giorno del mese, molti anziani sono in attesa di riscuotere la propria pensione e si ritrovano sfortunati protagonisti di un fatto che scuote l’intera contrada. I rapinatori entrano in azione armati di pistola e coltello: uno ha il volto totalmente coperto, l’altro ha una sciarpa che gli copre la bocca, un cappello e gli occhiali da sole. Rubano i soldi e minacciano la donna che è allo sportello. Nell’ufficio postale è panico generale, ma i due rassicurano i clienti: «Se state calmi, non succede nulla», avrebbero detto. Vogliono i soldi della cassaforte a tempo, ma la procedura richiede qualche minuto. Quello incappucciato si piazza davanti alla porta d’ingresso, l’altro è dietro lo sportello in attesa che la cassaforte si sblocchi. Nel frattempo arriva una signora che, probabilmente non rendendosi conto di quanto sta accadendo, entra all’interno delle Poste. I due banditi non si oppongono ma in quel momento succede l’impensabile. Un cliente appostato vicino all’ingresso mostra coraggio e sangue freddo, afferra la porta e, spalancandola, colpisce il rapinatore e scappa all’esterno per dare l’allarme. A quel punto sono gli stessi rapinatori ad optare per la fuga, senza riuscire a mettere le mani sui soldi che erano nella cassaforte. «Mancava un solo minuto affinché potesse essere aperto il forziere», rivela Nicola Mattioli, l’eroe di giornata, colui che è riuscito a sventare in parte la rapina.
La coppia armata e con circa diecimila euro rubati dall’ufficio che si trova nel centro di Villa Caldari, sale su una Bmw station wagon scura dove c’è una terza persona. L’auto viene avvistata da più testimoni mentre si allontana ad alta velocità. Sul posto giungono i carabinieri della Compagnia di Ortona, agli ordini del maggiore Roberto Ragucci, che indagano sulla vicenda.
«Uno era alto, fisicamente più atletico, l’altro più basso e robusto, forse con qualche anno in più», racconta al Centro il coraggioso Mattioli. «Dall’accento mi sono sembrati uno del posto e l’altro del sud Italia, forse pugliese».
Dopo i fatti l’ufficio postale è rimasto chiuso con tanto di comunicazione sulla porta, dove su un foglietto bianco veniva annunciato il “Chiuso per rapina”. Nelle ore successive, a Villa Caldari non si parlava d’altro: «Quale termine si può usare per definire quello che è successo qui alla presenza di diversi anziani?», si chiede un residente commentando in piazza Garibaldi i fatti appena accaduti. I militari dell’Arma sono al lavoro per analizzare ogni dettaglio che possa essere utile alle indagini per arrivare ad individuare e fermare gli autori della rapina.
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