Rubati alle Madonne 3 corone e veste d’oro

Ladri a San Matteo apostolo: spariti gli ornamenti delle statue, spogliata l’Addolorata. Don Vittorio: «Non c’è rispetto per nulla»
ROCCA SAN GIOVANNI. Hanno forzato il portone laterale della chiesa, sono entrati e hanno rubato tre corone e l’abito ricamato d’oro zecchino della statua della Madonna Addolorata. È il bilancio del furto sacrilego messo a segno nella notte tra martedì e mercoledì nella chiesa di San Matteo apostolo, in piazza degli Eroi. Un colpo che lascia sgomenta tutta la comunità di Rocca San Giovanni. «Purtroppo è un furto che colpisce nel sentimento religioso più profondo», commenta il parroco, don Vittorio Di Domenicantonio, «è segno dei tempi. Non c’è rispetto per nulla e proteggere le chiese, che conservano un patrimonio d’arte a volte inestimabile, non è semplice».
Don Vittorio racconta che martedì, fino a mezzanotte circa, la chiesa era aperta; c’erano le prove del coro. A scoprire il furto è stata la donna che ieri mattina ha aperto il luogo di culto. «Verso le 8 ha trovato la porta laterale sfondata», dice il sacerdote, «a terra un pezzo di serratura blindata, completamente scardinata. I ladri hanno portato via le corone poste sulla testa dell’Addolorata, della Madonna delle Grazie e della Madonna di Fatima che portiamo in processione. Non so il valore economico delle corone, certamente di metallo, d’argento. I ladri hanno avuto anche l’ardire di spogliare l’Addolorata portandole via il mantello ricamato in oro zecchino. Una stoffa antica e preziosa. Hanno anche messo a soqquadro i cassetti in sacrestia ma non c’erano oggetti di valore, solo i paramenti liturgici». Più che il valore economico, don Vittorio sottolinea quello religioso del colpo, la profanazione di un luogo di culto. «Un fatto doloroso», aggiunge, «ma nella disgrazia c’è stata fatta la grazia che non ci fosse nessuno in chiesa, altrimenti potevano esserci danni peggiori, visti i recenti fatti di cronaca, le violente rapine accadute».
«Esprimo la mia solidarietà e quella dell’amministrazione comunale a don Vittorio», commenta il sindaco Gianni Di Rito, «per questo gesto incivile e profanatorio. Nella piazza che accoglie la cattedrale c’è la videosorveglianza e spero che ci siano immagini utili alle indagini dei carabinieri della Compagnia di Ortona, intervenuti per i rilievi».
Altro furto doloroso, dunque, per la comunità religiosa che, questa estate ha vissuto giorni di tribolazione per il presunto furto in mare, rimasto un giallo, della statua del Cristo degli Abissi. Statua bronzea sparita, ritrovata nelle acque di San Vito e ricollocata al suo posto nel porticciolo di Vallevò. Non è un giallo ma un vero furto, invece, quello commesso alcune settimane fa a Ripa Teatina, nella Chiesa dell’Immacolata. I ladri hanno portato via catenine, braccialetti e orecchini d’oro frutto dei doni fatti alla Madonna dai fedeli in segno di devozione e riconoscenza. (t.d.r.)
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