Ruspe e sbancamenti nelle Gole di Fara: coro di no alle scale

1 Ottobre 2021

FARA SAN MARTINO. «Non si gestisce il patrimonio Geoparco Unesco per il turismo a forza di ruspe»: netta è la presa di posizione del coordinamento Tu Vi.v.A (Tutela per le Vie verdi d’Abruzzo) sui...

FARA SAN MARTINO. «Non si gestisce il patrimonio Geoparco Unesco per il turismo a forza di ruspe»: netta è la presa di posizione del coordinamento Tu Vi.v.A (Tutela per le Vie verdi d’Abruzzo) sui lavori, in corso nelle gole di Fara San Martino in pieno Parco nazionale della Maiella e sito Natura 2000 per la Ue, di creazione di un percorso che veicolerà il flusso dei visitatori in una posizione più a ridosso della parete rocciosa e più protetta rispetto alla possibilità di caduta di sassi.
«Le incredibili immagini dei mezzi meccanici che stanno demolendo speroni rocciosi in uno dei luoghi più noti d'Abruzzo», afferma in una nota il coordinamento Tu Vi.v.A. «stanno scatenando reazioni sul web da parte degli amanti della montagna che vedono distruggere rocce di milioni di anni per far posto ad una scalinata addossata alla parete rocciosa. Tanti i commenti durissimi sotto un post del presidente del Parco Lucio Zazzara che difende i lavori».
Per il coordinamento Tu V.v.A, composto da diverse associazioni e operatori del turismo, «sfregiare il bene per permetterne la fruizione è incredibile. Ci chiediamo come sia possibile, anche per l'impatto paesaggistico enorme di uno dei più noti paesaggi appenninici, con le pareti bianche dello sbancamento recente, che un tale intervento possa aver visto l'autorizzazione della Soprintendenza, se esiste tale autorizzazione. Abbiamo anche cercato l'obbligatoria Valutazione d’incidenza ambientale, di competenza comunale, ma sull'albo pretorio del Comune non siamo riusciti a trovarla. Neanche il Parco la cita nel suo nulla osta nonostante la Valutazione, derivante addirittura da direttive comunitarie, per granitica giurisprudenza debba precedere qualsiasi decisione finale dell'ente. Infine» conclude la nota «la legge quadro sui Parchi vieta, senza possibilità di deroghe, l'alterazione del paesaggio e delle rocce di un Parco nazionale». (m.d.n.)
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