Russo finisce a processo per le frasi su Barbone

26 Maggio 2020

Il consigliere comunale accusato di diffamazione ai danni del dg di Teateservizi: lo avrebbe insultato, davanti ad altre persone, durante una riunione sulla piscina

CHIETI. Arriva in un’aula di giustizia lo scontro tra il consigliere comunale Marco Russo e Antonio Barbone, direttore generale di Teateservizi, la società a totale capitale pubblico che si occupa della riscossione delle tasse e che gestiva, fino a qualche mese fa, la piscina di Chieti Scalo. Russo è finito sotto processo, davanti al giudice di pace, con l’accusa di diffamazione: la prima udienza è in programma il 4 giugno dopo che il vice procuratore onorario Alissa Miscione ha deciso di citarlo a giudizio. Per l’accusa, l’esponente dell’amministrazione Di Primio, «in occasione di una riunione comunale, offendeva l’onore e la reputazione di Barbone, dicendo alla presenza di più persone che era un delinquente e che aveva preso in giro i consiglieri falsificando i dati economici contenuti nella rendicontazione relativa alla gestione dello Stadio del nuoto». La procura ha indicato come testimoni, oltre a Barbone, il presidente del consiglio comunale Liberato Aceto e tre consiglieri di maggioranza: Maurizio Costa e Marco D’Ingiullo di Forza Italia e Marco Di Paolo della Lega. L’inchiesta è partita dopo una querela presentata dal francavillese Barbone sull’episodio avvenuto il 22 febbraio del 2019. Russo, assistito dall’avvocato Mauro Faiulli, respinge le accuse ed è pronto a difendersi: «Non ho mai pronunciato le parole che mi vengono contestate. Sono convinto che, durante il processo, la verità verrà fuori».
Nei giorni scorsi la Teateservizi, azienda partecipata al 100% dal Comune, è finita di nuovo al centro dell’attenzione. I revisori dei conti Angelo Palombizio, Alfonso Di Sabatino Martina e Luciana Cunicella hanno rinnovato «l’invito a porre in essere le attività propedeutiche alla reinternalizzazione del servizio di riscossione dei tributi o, in alternativa, all’individuazione di un nuovo concessionario della riscossione». Insomma: secondo i revisori, Teateservizi va chiusa e i servizi vanno gestiti internamente dal Comune o, addirittura, affidati ad altri. Gli stessi revisori lamentano anche la mancata pubblicazione dei bilanci e le «criticità amministrative e gestionali trasmesse alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti». Barbone, in ferie da oltre un mese, in attesa della scadenza di contratto che avverrà a fine maggio, ha replicato: «In realtà, la capacità di riscossione della società negli ultimi tre anni è stata superiore alla media nazionale e molto superiore a quella della ex Equitalia, grazie anche all’introduzione di nuovi metodi e strumenti finalizzati alla riduzione dei tempi nell’emissione degli atti. Nello svolgimento del mio incarico mi sono sempre adoperato per mantenere la promessa fatta quando ho assunto la carica di direttore: rendere Teateservizi più efficiente e meno lontana dalle esigenze del cittadino».
©RIPRODUZIONE RISERVATA