Sabino, formazione per 70 operai «Così si punta alla riconversione»

Corso di 60 ore per i dipendenti della fabbrica di esplosivi in cassa integrazione dallo scorso settembre Il titolare: «Regione di grande aiuto in questa fase». Vicina anche la cessione a un acquirente tedesco
CASALBORDINO. Un futuro più sereno. È quello che si prospetta all'orizzonte dei dipendenti della Esplodenti Sabino di Casalbordino. I settanta lavoratori attualmente in cassa integrazione, hanno avviato corsi di formazione propedeutici alla riconversione. Gli operai dovranno fare sessanta ore di preparazione in presenza e altre ore di preparazione con corsi on line. I corsi non sono solo pratici ma anche teorici. Fra le varie discipline da acquisire anche la lingua inglese. Tutto avviene sorto lo sguardo vigile della prefettura che segue passo passo quello che accade nella ex polveriera.
A seguire con interesse la vicenda è anche l'assessore regionale Tiziana Magnacca. «La Regione, e in particolare l'assessore Magnacca, sono in questa fase di grande aiuto», conferma il responsabile dell'azienda, Gianluca Salvatore.
Per la Esplodenti Sabino è iniziata una nuova era. Sono praticamente al capolinea anche le trattative con un acquirente estero: l'azienda Rheinmetall Italia Spa(Rwm), specializzata in sistemi radar e difesa aerea e facente capo all’omonima multinazionale tedesca Rheinmetall Group. La società è interessata al rilevamento del ramo d’azienda che si occupa delle lavorazioni più rischiose. Più volte infatti il presidente del consiglio di amministrazione della Esplodenti Sabino, Gianluca Salvatore, ha confermato che l'attività di demilitarizzazione nello stabilimento di Casalbordino era conclusa. Tre mesi fa il governo ha risposto alle sollecitazioni del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e del senatore Eterwardo Sigismondi dando la disponibilità di confrontarsi con la fabbrica abruzzese insieme all’Agenzia per la difesa e al ministro Guido Crosetto. A interloquire con quest’ultimo, c'era stata anche la multinazionale tedesca. Passo dopo passo la situazione sembra dunque migliorare. Presto nel sito di località Santo Stefano potrebbero partire nuove e meno pericolose lavorazioni.
Intanto, nei giorni scorsi la Regione ha discusso anche dell’avvio della nuova attività riconducibile a Salvatore che si trova a Pollutri, a poche centinaia di metri dal casello autostradale Vasto Nord. Anche per la nuova fabbrica, che dovrebbe assorbire una trentina di lavoratori nello stoccaggio e recupero delle batterie, presto potrebbero esserci finalmente buone notizie tanto attese dalle forze sindacali. (p.c.)
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