Sabino, la perizia sull’esplosione con esperti e tecnici dell’Esercito

1 Marzo 2024

Eseguito in uno stabilimento militare dell’Umbria l’incidente probatorio per chiarire nuovi aspetti Nello scoppio di sei mesi fa morirono altri tre dipendenti. Verso la proroga della cassa integrazione

CASALBORDINO. Prosegue senza sosta l'attività investigativa sull'esplosione avvenuta il 13 settembre 2023 all'interno della Esplodenti Sabino di Casalbordino e che causò la morte di tre dipendenti. Ieri i periti incaricati dalla Procura, unitamente ai periti dell'azienda, hanno assistito all'interno dello Stabilimento militare del munizionamento terrestre con gli esperti dell'Esercito, a Madonna di Baiano (Perugia) ad una nuova e importante perizia.
LE INDAGINIL'incidente probatorio è stato fatto per chiarire nuovi importanti aspetti. La sede di Baiano non è stata scelta a caso: lo stabilimento si occupa della produzione di munizioni e della trasformazione di cartucce, spolette, cannelli e componenti esplosivi. Gli esperti dell'unità si occupano anche di gestione e controllo di efficienza di manufatti esplosivi. Stando ad una prima ricostruzione dei fatti di Casalbordini, pochi secondi prima dell'esplosione Fernando Di Nella, 62 anni, di Lanciano; Giulio Romano, 56, di Casalbordino e Gianluca De Santis, 44, di Palata (Campobasso) stavano togliendo la spoletta a una granata quando è scoppiato l'inferno. Sulla vicenda indaga il sostituto procuratore della Procura di Vasto, Silvia Di Nunzio. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo e disastro colposo. A svolgere gli accertamenti sono i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) e i colleghi del Nucleo operativo ecologico (Noe). Le perizie dovranno accertare se la deflagrazione della granata sia stata provocata da una spoletta difettosa o da un errore umano. La verità sembra essere vicina.
LA CASSA INTEGRAZIONEIntanto i responsabili dell'azienda si stanno occupando di garantire un futuro alle famiglie dei 70 dipendenti. Alla richiesta inviata al ministero di proroga della cassa integrazione per altri sei mesi, da Roma è arrivata una risposta che lascia sperare in un esito positivo della vicenda. Sempre a Roma, qualche giorno fa si è tenuto un incontro tecnico al ministero della Difesa alla presenza della direttrice del settore Industria e difesa, Fiammetta Salomone, rappresentanti della Regione, Confindustria, sindacati e l’amministrazione comunale di Casalbordino. Si è trattato di un incontro necessario per gettare le basi della futura Esplodenti Sabino. La Regione ha ribadito nei giorni scorsi l’impegno a trovare una soluzione che aiuti l’azienda e i lavoratori. La necessità di prorogare gli ammortizzatori sociali è condivisa da tutti. Azienda e sindacati stanno lavorando per garantire un futuro a 70 famiglie. I titolari hanno programmato la ristrutturazione dell'azienda. Nell’ambito della ristrutturazione è inevitabile un momento di fermo per la forza lavoro. Per questo sono stati chiesti altri sei mesi di cassa integrazione ordinaria. La cassa integrazione sarebbe a rotazione in base alle necessità.
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