Sabino, verifiche del perito al via sull’esplosione di dicembre 2020

18 Febbraio 2024

Attesa per l’11 marzo la relazione del tecnico incaricato dal gup del tribunale, osservazioni entro il 28 Previsti accertamenti nei luoghi della deflagrazione, sulla documentazione e sull’esito delle autopsie

CASALBORDINO. Il 15 febbraio scorso sono iniziate le nuove operazioni peritali in merito all'esplosione avvenuta alla Esplodenti Sabino il 21 dicembre 2000 e che causò la morte di 3 dipendenti. Il perito super partes, l'ingegnere Francesco De Marzo, viste le conclusioni discordanti fra il perito della Procura e i periti della difesa, dovrà stabilire quale delle due versioni è più attendibile. L'esperto effettuerà una nuova ricognizione dei luoghi, esaminerà accuratamente tutta la documentazione riguardante l'esplosione e la documentazione sui risultati delle autopsie. Le conclusioni saranno depositate l'11 marzo. Le parti avranno tempo per la presentazione di eventuali osservazioni fino al 28 marzo, giorno dell'udienza.
IL FATTOIl 21 dicembre 2020 una violenta esplosione alla Sabino di Casalbordino uccise tre operai: Carlo Spinelli, 54 anni, di Casalbordino; Paolo Pepe, 45, di Pollutri, e Nicola Colameo, 46, di Guilmi. Quali furono le cause e soprattutto la strage poteva essere evitata? A stabilirlo sarà Francesco De Marzo, ingegnere specializzato in sicurezza e salute sul lavoro. De Marzo è stato incaricato dal gup del tribunale di Vasto, Anna Rosa Capuozzo. Per la Procura a causare la morte dei tre operai furono negligenza, imprudenza, imperizia e colpa specifica di ben nove persone che avrebbero dovuto controllare le lavorazioni. Diametralmente opposte le conclusioni dei periti degli indagati.
L’ALTRA INDAGINESta intanto per essere ultimata l'indagine avviata il 13 settembre 2023 dopo la seconda esplosione costata la vita ad altri tre lavoratori: Giulio Romano, 56 anni. di Casalbordino; Fernando Di Nella, 50, di Lanciano, e Gianluca De Santis, 40, di Palata (Campobasso). In attesa dei risultati di accertamenti e perizie, a Casalbordino si attende il rilascio dell'autorizzazione prefettizia alla ripresa dell'attività.
IL FUTUROIntanto dopo essere rientrato negli uffici della polveriera dissequestrati a fine gennaio dalla Procura, il titolare della Esplodenti Sabino, Gianluca Salvatore, è al lavoro per garantire il futuro ai 70 dipendenti. La Esplodenti sta cercando di portare a termine il nuovo piano industriale in attesa del dissequestro dell'intero stabilimento. Di sicuro la pericolosità del sito produttivo sarà diminuita. Per non lasciare il personale senza emolumenti nei momenti di fermo dovuti alla ristrutturazione, è stata chiesta la cassa integrazione ordinaria per ristrutturazione per altri sei mesi. Il futuro della Esplodenti Sabino è stato discusso anche a Roma. Dopo un incontro tecnico tenuto una settimana fa, si aspetta l'annunciato incontro al ministero per trovare una soluzione che aiuti sia l'azienda che lavoratori.
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