Sabino verso la ristrutturazione Chiesta altra cassa integrazione

10 Febbraio 2024

Primo incontro al ministero della Difesa sulla riconversione della ditta di esplosivi chiusa da 5 mesi Il titolare: «Per dare un futuro ai 70 dipendenti, ci vogliono ulteriori 6 mesi di ammortizzatori sociali»

CASALBORDINO. Quella appena conclusa è stata una settimana molto importante per la Esplodenti Sabino di Casalbordino. Giovedì a Roma si è tenuto un incontro tecnico al ministero della Difesa alla presenza della direttrice del settore Industria e difesa, Fiammetta Salomone, rappresentanti della Regione, Confindustria, sindacati e amministrazione comunale di Casalbordino. Si è trattato di un incontro necessario per gettare le basi della futura Esplodenti Sabino. La Regione ha ribadito l'impegno a trovare una soluzione che aiuti l'azienda e i lavoratori.
Ieri mattina si è tenuto un altro summit fra azienda e sindacati. Questa volta si è parlato di cassa integrazione e della necessità di prorogare gli ammortizzatori sociali. «Si sta lavorando per garantire un futuro ai settanta dipendenti dell'azienda», ha confermato il legale rappresentante dell'azienda, Gianluca Salvatore. «Nell'ambito della ristrutturazione è inevitabile un momento di fermo per la forza lavoro. Per questo sono stati chiesti altri sei mesi di cassa integrazione ordinaria per ristrutturazione. La cassa integrazione sarebbe a rotazione in base alle necessità».
Intanto a Casalbordino si attende il rilascio dell'autorizzazione prefettizia alla ripresa dell'attività e il dissequestro del terreno da parte della Procura. L'attività di indagine che ha fatto seguito all'esplosione del 13 settembre 2023 e quasi ultimata. La fabbrica è sotto sequestro dal giorno dell’incidente costato la vita ai tre lavoratori: Giulio Romano, 56 anni, di Casalbordino; Fernando Di Nella, 50, di Lanciano, e Gianluca De Santis, 40, di Palata (Campobasso). Una settimana fa sono stati riaperti gli uffici. L’assessore regionale Pietro Quaresimale, con il supporto degli uffici regionali, è riuscito ad ottenere dall’Inps, come già avvenne tre anni fa in occasione del primo incidente con altri tre morti, la cassa integrazione straordinaria. Le istituzioni sono ora al lavoro per arrivare alla riconversione della polveriera.
Il tavolo tecnico che si è tenuto nella Capitale è un tassello importante e altrettanto importante è riuscire ad ottenere la cassa integrazione ordinaria per altri sei mesi. Non è escluso che la magistratura disponga a breve il dissequestro completo dell'area. «L'attenzione sulla Esplodenti Sabino è alta», assicura il vicesindaco Carla Zinni, che segue da vicino la vicenda. «La Regione sta facendo il possibile per arrivare ad una soluzione positiva». (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.