Sale la rabbia dei sindaci per l’ospedale chiuso: «Faremo ricorso al Tar»

Prima notte di disagi per la sospensione del servizio di primo soccorso Chieffo: «Non ci arrendiamo, potrebbe configurarsi un abuso d’ufficio»
GISSI. Alle 20 di sabato 1° luglio il Punto di primo intervento del presidio ospedaliero di Gissi è stato chiuso. Il servizio è ripreso ieri mattina alle 8. Eppure nella lettera che il direttore generale della Asl Thomas Schael e il direttore sanitario aziendale Maria Bernadette Di Sciascio hanno inviato ai sindaci del Vastese non si parla di chiusura, ma di «criticità connesse alla carenza di personale medico», fa notare il primo cittadino di Gissi, Agostino Chieffo, «che impedisce la piena copertura dei Punti di primo intervento di Gissi e Casoli e le relative postazioni del 118, con 15 turni notturni e 12 diurni scoperti, e dell’attivazione di un’automedica a Carunchio per le necessità dell’Alto Vastese».
A parere della Asl la soluzione risponde a criteri di efficienza. «In realtà è un disservizio», afferma Chieffo. Le proteste di Chieffo e dei sindaci di altri 15 comuni del Vastese (Vasto, Casalbordino, Carpineto Sinello, Lentella, Palmoli, Castiglione Messer Marino, Fraine, Furci, Guilmi, Liscia, Roccaspinalveti, San Buono, San Giovanni Lipioni, Torrebruna e Tufillo) non sono però state ascoltate e la notte fra sabato e domenica il Ppi di Gissi ha chiuso e sarà così per i prossimi tre mesi. «Per ora non c’è alcun atto amministrativo», rimarca il sindaco di Gissi. «Appena lo adotteranno sarà impugnato davanti al Tar. Impensabile decidere di chiudere un servizio con una lettera, potrebbe configurarsi un abuso d'ufficio con conseguente interruzione di pubblico servizio. Non ci arrendiamo e faremo il possibile per evitare l’ennesima mortificazione». Opinioni condivise anche dai sindaci di Palmoli, Giuseppe Masciulli, e di Lentella, Marco Mancini. «Eliminare un servizio così importante per il Medio e Alto Vastese con una semplice comunicazione è assolutamente opinabile», dice Masciulli. A parere della Asl la chiusura del Ppi di Gissi dalle 20 alle 8 è stata una decisione inevitabile dal momento che, dopo il pensionamento di uno dei tre medici, l'azienda ha cercato di coprire il posto vacante ma all’avviso interno fatto per reperire personale hanno risposto in pochi e il 60% dei turni restava scoperto. «Non è giustificabile», aggiunge il sindaco di Vasto, Francesco Menna, «risolvere il problema eliminando un servizio di primo soccorso che per un territorio come l’Alto Vastese è essenziale per la stabilizzazione di un utente in emergenza. Il Ppi dà la possibilità di soccorrere, stabilizzare e poi trasferire un ferito o un utente in difficoltà. È un passaggio chiave. Con la sua chiusura c’è un grave disservizio sanitario che potrebbe generare diversi problemi alla comunità». Menna poi aggiunge: «Rivendichiamo per Gissi l’hospice e una Rsa pubblica per malattie legate a demenza o patologie cronico degenerative. Per l’area Gissi-Castiglione Messer Marino è necessario il potenziamento del distretto e adeguate prestazioni mediche».
Come prima azione di protesta, oltre al sit-in a Gissi davanti al presidio, hanno disertato la cerimonia d’inaugurazione dell’automedica di Carunchio, perché per i sindaci non si tratta affatto di un servizio aggiuntivo sul territorio. «La Asl sta riducendo i servizi, altro che potenziarli», affermano decisi, «ben venga l’automedica a Carunchio, ma non può essere un servizio alternativo al primo soccorso del Ppi di Gissi».
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