Sale la tensione per le comunali
Atessa. Con “Svolta popolare” si amplia il ventaglio di liste in vista del voto
ATESSA. La costituzione del movimento civico “Svolta Popolare”, che fa capo a Pasqualino Zaccardi, ex assessore, amplia il ventaglio delle formazioni politiche in vista delle amministrative di primavera. “Atessa.22”, la prima a rompere gli indugi, è nata dall’accordo tra Forza Italia, Lega, Udc e Fratelli d’Italia. Poi è stata la volta di “Atessa in Comune”, promotori sono stati l’ex sindaco per due mandati, Nicola Cicchitti, e Sara Cappellone, entrambi consiglieri comunali di minoranza eletti con LiberAtessa. Anche Zaccardi (che si è dimesso da assessore all’ecologia e attività produttive a settembre scorso), con “Svolta Popolare” ha rotto gli indugi. Bocche cucite, nel centrodestra, sul candidato a sindaco. È certo comunque che una candidatura, per essere forte e credibile, dovrebbe mettere insieme tutte le “anime” e superare decennali rancori e veti incrociati. Giulio Borrelli, sindaco uscente, ha avuto una nuova investitura dal Pd e dal Mau, due forze che, insieme agli “indipendenti” costituiscono “Uniti per Atessa”. Anche se tra una parte della sinistra, il cosiddetto zoccolo duro, e Borrelli non c'è mai stato feeling.
«Da qualche tempo spuntano come funghi movimenti e associazioni pronti a salpare verso le prossime elezioni. Questi nostri avversari invece di attaccare strumentalmente la tenuta dell’attuale maggioranza che, possiamo rassicurarli, va avanti per portate a termine il programma votato dai cittadini, visto che si sono candidati al governo della nostra città, dovrebbero dirci qual è il loro candidato sindaco, in grado di riunire le forze e i personaggi molto eterogenei chiamati a raccolta contro di noi», afferma in una nota Uniti per Atessa, aggiungendo anche: «C’è chi afferma di tener “fede alla propria vocazione identitaria e valoriale” di sinistra mentre lavora alla riedizione di un progetto politico naufragato 5 anni fa, allargandolo ancora più a destra in una “fusione a freddo” ammantata con la scusa di perseguire un modello di governo in essere a livello nazionale. Ma la coperta è corta e, nell’affanno di svoltare a sinistra, si sono ritrovati a destra con i poco nobili motivi di astio personale».
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