Salgono i contagi a scuola pronte le lezioni da casa

Studente 16enne positivo al De Titta–Fermi, scatta il protocollo anti-Covid I presidi: le aule sono in sicurezza, ma via alla didattica a distanza se necessario
LANCIANO. È un ragazzo di 16 anni di Lanciano che frequenta il terzo anno dell’istituto superiore De Titta-Fermi l’ultimo studente contagiato dal Covid in città. Negli ultimi giorni dai dati sui contagi emergono sempre più studenti e classi in quarantena. Venerdì sono risultate positive una studentessa del primo anno del liceo classico e una alunna di 11 anni della scuola media Don Milani. La scorsa settimana una sedicenne positiva era stata trovata al liceo scientifico, mentre ad Atessa, alle superiori Silvio Spaventa ci sono 10 alunni contagiati. Ma agli alunni positivi bisogna aggiungere le classi in quarantena e qui i numeri salgono vertiginosamente. La soluzione per non perdere le lezioni? La didattica a distanza (dad). Che alcuni istituti stanno già utilizzando, pur continuando a preferire le lezioni in presenza.
«Abbiamo indicato alla Asl l’elenco degli alunni e dei docenti venuti in contatto con lo studente del terzo anno positivo per effettuare i tamponi», dice la dirigente del De Titta-Fermi che conta 1.366 alunni, Daniela Rollo, «ma attendiamo disposizioni dalla azienda per attivare i protocolli. È il primo caso Covid a scuola, ma dei ragazzi che hanno avuto febbre o altri sintomi simili hanno fatto già dei tamponi, per fortuna negativi». E per evitare di perdere le lezioni è attivata la dad. «Abbiamo fatto di tutto per le lezioni in presenza», dice Rollo, «ma abbiamo anche lavorato per implementare la didattica a distanza. Abbiamo dotato le classi di computer, videoproiettore, lavagne Lim, smart tv, abbiamo potenziato la linea mettendo la fibra ottica, comprato dei dispositivi da mettere a disposizione dei ragazzi e alcune Sim. Siamo pronti». Anche allo scientifico i 27 alunni del terzo anno in quarantena hanno usufruito delle lezioni a distanza. E anche qui era stato previsto già ad inizio anno dalla dirigente Eliana De Berardinis un «progetto di didattica digitale integrata in caso di quarantene o lockdown parziale, ma anche per migliorare la didattica in presenza per quei ragazzi costretti, magari da un malanno o altre patologie, a stare a casa». Ogni aula ha dotazioni informatiche tanto che a chiedere l’attivazione della dad, saputo del caso Covid, erano stati gli stessi studenti.
Al Da Vinci-De Giorgio, guidato dalla dirigente Maria Patrizia Costantini, invece la didattica digitale integrata è utilizzata fin dal primo giorno di scuola ed è fatta a rotazione. A parte il sabato in cui tutti usano i pc, durante la settimana ci sono classi che alternano le lezioni in presenza con quelle da casa. E a scuola sono anche indicate le aule e le ore in cui il docente si può collegare con gli alunni della propria classe.
Insomma per i dirigenti la scuola in presenza ha senza dubbio un valore diverso e tutti hanno fatto il possibile per far rientrare gli studenti nella aule, ma la dad, con i contagi che salgono, è l’unico mezzo per continuare le lezioni e tenere uniti, seppur virtualmente, i ragazzi.

