Salma senza tumulazione: arriva la diffida

19 Giugno 2015

Il Comune intima alla famiglia di provvedere entro 5 giorni. D’Alessandro avvia una raccolta di fondi

VASTO. Le bugie hanno le gambe corte. Sono bastate 24 ore per verificare che l’annunciata tumulazione della defunta che da 20 giorni aspetta la sepoltura al cimitero di Vasto non è ancora avvenuta, come invece affermato da un operaio del camposanto. La salma è stata semplicemente spostata dall’obitorio alla sala autoptica e il dirigente del Comune, Enzo Marcello, ha inviato al figlio della morta una diffida invitandolo a provvedere entro cinque giorni al pagamento delle spese per la sepoltura. Trascorsi i cinque giorni, il Comune provvederà al seppellimento della salma ma invierà contestualmente una richiesta di risarcimento danni alla famiglia della defunta.

Il provvedimento è stato preso dopo un serie di verifiche fiscali e catastali incrociate che avrebbero stabilito che il figlio della defunta non è affatto indigente. Non la pensa così il Movimento 5 Stelle e neppure il consigliere comunale di opposizione Davide D’Alessandro, che ha inviato una sottoscrizione per aiutare G.S., il figlio della donna a seppellire la mamma. «È scandaloso restare in silenzio in tempi in cui si fa a gara a sparlare di accoglienza, di ospitalità, di solidarietà e poi si lascia una salma senza sepoltura. La burocrazia che non distingue i numeri dai cittadini in carne e ossa genera mostri», tuona D’Alessandro. «Poiché la nostra sfiducia nei confronti dell’amministrazione uscente è totale, poiché la stessa amministrazione ha dimostrato di impiegare mesi per tagliare un ciuffo d’erba, lancio da questo momento una sottoscrizione pubblica con i primi cento euro. Chi vorrà aggiungersi a questa manifestazione di civiltà concreta, non a parole (a cominciare da tutti i consiglieri comunali) può telefonare al 345.2330540 e offrire ciò che può», afferma D’Alessandro.

Pare siano diverse le persone che hanno risposto all’appello. Non solo. La titolare di una cappella gentilizia ha offerto ieri un posto alla defunta. Sta di fatto che a dispetto delle rassicurazioni fornite al Centro, la bara con il feretro è ancora in attesa in un angolo della sala autopsie. «Quello che accade al cimitero è emblematico e racconta il momento attraversato da questa città», dice D’Alessandro. «Alle promesse non seguono i fatti e si giustifica tutto con la presunta mancanza di soldi. In barba i diritti, dei vivi e a questo punto anche dei morti». (p.c.)

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