Salta il consiglio, protesta la minoranza

Guardiagrele. Opposizione all’attacco: «La maggioranza dà la colpa alla neve, ma è un’assurdità»
GUARDIAGRELE. All’ultimo consiglio comunale dello scorso 11 gennaio si doveva discutere una proposta avanzata dai consiglieri di minoranza per la revoca di una delibera approvata dall’amministrazione riguardante i canoni dei terreni gravati da enfiteusi, ma quando i rappresentanti dell’opposizione sono arrivati in aula l’hanno trovata vuota ed è scoppiata la protesta. «Abbiamo assistito ad una situazione che non si era mai verificata prima», osservano i consiglieri Donatello Di Prinzio, Orlando Console e Flora Bianco di Progetto per Guardiagrele e Franco Caramanico di Insieme si può. «È stata un’offesa alle istituzioni, con dei cittadini che volevano assistere al consiglio e sono stati invece costretti a tornarsene a casa. I rappresentanti della maggioranza», aggiungono i consiglieri, «si sono limitati a spiegare che l’inconveniente era stato causato dal fatto che gli operai comunali non hanno potuto rimontare i tavoli per il consiglio comunale, in quanto impegnati nelle operazioni di pulizia della neve». Una giustificazione che, secondo i consiglieri di minoranza, rappresenta un’assurdità.
«Assurdo», aggiungono i consiglieri, «è stato anche l’intervento dell’assessore Piergiorgio Della Pelle ha chiesto la sospensiva della nostra proposta sostenendo che, trattandosi della revoca di un regolamento, occorreva portarla prima in Commissione affari istituzionali e, successivamente, in consiglio comunale. Ci domandiamo allora perché non è stata mandata prima in commissione e poi in consiglio?». Secondo i consiglieri di minoranza si è trattato solo di un pretesto per non far discutere la proposta presentata. «Con quella proposta che ci è stata sollecitata da molti tecnici guardiesi volevamo solo chiedere all’amministrazione comunale di rivedere il regolamento da loro approvato, che attualmente serve solo a fare cassa e va a discapito di quei cittadini che per riscattare un terreno sono costretti a pagare a volte anche migliaia di euro, senza che il Comune abbia poi effettivamente un titolo che individui con certezza che i terreni sono di sua proprietà. Per questo, volevano annullare la delibera attualmente in vigore ed invitare gli uffici comunali a individuare prima i terreni dove vi è effettivamente un titolo giuridico di proprietà comunale e poi procedere al rifacimento di un nuovo regolamento».
Giovanni Iannamico
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