Salta il vertice sul San Francesco

29 Dicembre 2021

Vasto. L’incontro azienda-sindacati slitta al 10 gennaio, stop alla cassa integrazione

VASTO. La pandemia fa saltare l'incontro in programma ieri fra i rappresentanti sindacali dei lavoratori dell'Istituto San Francesco della Fondazione Padre Alberto Mileno e i rappresentanti dell'azienda. «Salvo nuovi impedimenti», conferma Camillo Di Felice, della segreteria Uil-Fpl. L'incontro è stato fissato al 10 gennaio. Il 31 dicembre scade la cassa integrazione. «A gennaio», ha fatto sapere l'azienda ai sindacati, «non verrà attivato l'ammortizzatore sociale finora utilizzato». Una notizia che ha allentato la tensione e le preoccupazioni di centinaia di famiglie.
L'angoscia dei dipendenti del San Francesco è raccontata in una nota della Fp-Cgil. «Destino quanto mai amaro e incerto per i lavoratori della Fondazione Padre Alberto Mileno . Per loro è stato un triste Natale. Ad aggi la proprietà non ha ancora comunicato ai sindacati cosa intende fare nel 2022, un anno che per noi non deve essere quello degli esuberi ma della rinascita per la riabilitazione e le strutture socio sanitarie. Dobbiamo lasciarci alle spalle la pandemia che ha fatto emergere molte criticità ma anche diversi ambiti di miglioramento del sistema, davanti a noi ci sono i finanziamenti della legge di bilancio e del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ecco da dove deve partire la proprietà, dal pensare e dal ridisegnare la riabilitazione, dobbiamo ragionare sull’individuazione di nuovi setting da attivare per attrarre utenti da altre regioni, dobbiamo aprire da subito con la Asl, la Regione, la politica locale e regionale e con l’assessore alla sanità, Nicoletta Verì, un tavolo che ridisegni il servizio e dia risposte concrete al territorio. Dopo l’incontro del 17 dicembre ci attendevamo che in questi giorni venissero predisposti i turni di servizio per riaprire i reparti chiusi ma prendiamo atto che non è così. Sono stati predisposti i turni di servizio del mese di gennaio 2022 ma dell’apertura dei due reparti chiusi non c’è traccia. Non nascondiamo che siamo preoccupati sulla tenuta dei livelli occupazionali e sul futuro della struttura, ma siamo soprattutto preoccupati per la debolezza e la fragilità in cui versa il pianeta riabilitativo in Abruzzo e di come vi sia la necessità di lavorare da subito uniti intorno a un tavolo di confronto attraverso l’ascolto diretto, per delineare “Il cantiere per la riabilitazione e della struttura socio sanitaria Cssa». (p.c.)
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