Saltata l’intesa con Rispoli e Raimondi

Chieti Da Capo dice no dopo il vertice con Di Primio: assenti le condizioni per una nuova maggioranza
CHIETI. Il gruppo Chieti Da Capo dice no all’accordo con il sindaco Umberto Di Primio. I consiglieri comunali Stefano Rispoli, Enrico Raimondi e Mario Troiano hanno comunicato la decisione domenica notte, racchiudendo il loro pensiero in poche righe: «A seguito del colloquio che ci ha richiesto il sindaco, abbiamo ritenuto che sono assenti le condizioni politiche per costruire una maggioranza alternativa al commissariamento». Il tentativo di trovare l’intesa è andato in scena sabato mattina, nell’ufficio privato di Di Primio, in via Spaventa: da una parte, il sindaco; dall’altra Rispoli e Raimondi. Troiano non c’era per motivi familiari. Durante il colloquio Di Primio ha parlato anche della lettera firmata dai suoi 10 “fedelissimi” che lo hanno invitato ad andare avanti «con una maggioranza che si delineerà di volta in volta in consiglio, andando anche oltre la logica di appartenenza ai partiti». Ma, a distanza di un giorno, Chieti Da Capo ha chiuso le porte a Di Primio: «Abbiamo chiesto al sindaco di assumersi il coraggio di costruire un’alternativa al centrodestra e al centrosinistra, che noi riteniamo inadeguati a rispondere alle esigenze vere della città. Siamo disponibili a ragione con i “sopravvissuti” del consiglio comunale (ovvero quel che resta dall’amministrazione Di Primio; ndr) sulle soluzioni da adottare nell’interesse della città». E così è stata scritta la parola fine a una querelle comincia lo scorso 18 giugno.
Quella mattina il gruppo Chieti Da Capo, nato nel dicembre del 2018 dalla singolare alleanza tra due consiglieri usciti da Forza Italia (Rispoli e Troiano) e un rappresentante storico della sinistra teatina (Raimondi), tende la mano a Di Primio, proponendosi come una sorta di stampella. «Se il sindaco modifica il bilancio», è la proposta, «siamo disposti a votarlo». Ma il sindaco non si fa avanti. Almeno fino al giorno del consiglio comunale, quello decisivo per l’approvazione del bilancio. L’àncora di salvezza di Di Primio è Chieti Da Capo. Perché è Troiano a garantire il numero legale per iniziare la seduta. In quei minuti concitati, i suoi due colleghi Rispoli e Raimondi sembrano caduti dalle nuvole. Ma Troiano resta nel gruppo, segno che si tratta di una linea condivisa. Il resto è storia recente: il colloquio con il sindaco, 24 ore di riflessione, il no all’intesa. (g.let.)

