Salvatorelli: «Il rilancio della città passa per il porto e il turismo»

La ricetta dell’industriale vastese che si è aggiudicato il maxi appalto per fabbricare i banchi scolastici: «Basta guerre fratricide: lo sviluppo economico deve andare di pari passo con la tutela ambientale»
VASTO. Il rilancio del territorio dopo il Covid-19 riparte dal bacino di Punta Penna. Lo scalo portuale a nord di Vasto, anche durante il periodo estivo, si è confermato strategico e indispensabile per i colossi industriali e, più in generale, per l’economia del territorio. Ma anche la Riserva naturale di Punta Aderci e le spiaggette che vanno da Casarza a Mottagrossa hanno avuto un grande successo. L'industriale Emidio Salvatorelli, titolare della Vastarredo, azienda di Punta Penna che realizza arredi scolastici e che ha vinto l’appalto del ministero per la realizzazione dei banchi anti-Covid 19, invita ambientalisti e industriali a trovare un punto d'incontro per il bene della città. «La rinascita di Vasto deve partire dalla conciliazione», dice l'industriale. «No all'inquinamento, sì allo sviluppo economico e anche paesaggistico e naturalistico. Porto e Riserva sono due gioielli di uno stesso scrigno», dice Salvatorelli rivolgendosi a politici, industriali e ambientalisti. «Vanno protetti e valorizzati entrambi. Occorre per questo un progetto: non è pensabile il turismo balneare di massa senza un’area destinata ai parcheggi o ai servizi. Non vanno bene gli assembramenti, né il parcheggio selvaggio. Serve ordine, organizzazione e programmazione. Occorre, soprattutto, qualcuno che riesca a dirigere gli interessi di tutti gli attori di Punta Penna a beneficio della città. La Regione», spiega Salvatorelli, «deve illustrare i propri impegni per il porto fornendo delle date precise. La Riserva e le spiagge a nord di Vasto vanno gestite in trasparenza ma con ordine, altrimenti quello che si produce è solo un grande guazzabuglio. Bisogna dire basta, in ogni caso, alla guerra fratricida che blocca la città. Anche il sindaco Francesco Menna faccia la sua parte per arrivare ad una mediazione. Il porto di Vasto, in ragione dei suoi fondali che all’imboccatura vanno da 10 a 15 metri, può realizzare uno sviluppo industriale al servizio dell’Abruzzo, del Molise e dell’Alta Puglia. Grazie agli spazi a terra, potrebbe essere una struttura molto interessante a disposizione della Sevel, che potrebbe scegliere di dirottare il traffico che ora insiste su Salerno verso Vasto, con un notevole risparmio sia in costi logistici che ambientali. Pilkington, Denso, Honda e Sevel non nascondono di guardare con interesse al porto di Vasto che, peraltro, ha un piano regolatore approvato che prevede un collegamento ferroviario, un pescaggio operativo da 10,5 a 12 metri, banchine per circa 2.200 metri lineari e spazi a terra da destinare a stoccaggi e depositi. Più volte, negli ultimi mesi, il presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio, ha insistito per accelerare gli interventi di potenziamento dello scalo portuale del Vastese. La speranza è che i 12 milioni di euro di finanziamenti annunciati a febbraio dalla Regione si traducano presto in fatti concreti».

