Salvini torna in città per Di Stefano: lunedì è allo Scalo

11 Settembre 2020

Quagliarello e Srour arrivano oggi al comitato elettorale E il candidato del centrodestra replica a chi lo attacca

CHIETI . Matteo Salvini torna a Chieti. La notizia non è ancora ufficiale ma sembra certo che il leader leghista abbia deciso di fare una nuova tappa in città, nonostante i tanti impegni della campagne elettorale delle sette regioni al voto. Segno dell’importanza che Salvini dà alle comunali teatine, che potrebbero dare alla Lega la prima vittoria elettorale in un capoluogo di provincia del centrosud (dove ci sono sindaci leghisti che però sono stati eletti con altri partiti e sono poi passati in Lega) oltre che il primo sindaco leghista in una città capoluogo di provincia in Abruzzo. L’appuntamento è per lunedì prossimo in un bar dello Scalo, probabilmente il Fuori Corso, dove Salvini dovrebbe fermarsi per una colazione di un’ora, dalle 9 alle 10. Da quello che al momento è trapelato la tappa allo Scalo non è casuale: il candidato sindaco del centrodestra Fabrizio Di Stefano, che ha già ospitato Salvini alla villa comunale, adesso vuole portarlo nella parte bassa della città per approfondire i temi legati allo Scalo, dimostrando attenzione verso questo territorio.
Ma intanto oggi Di Stefano accoglie nel suo comitato elettorale di via Herio un altro senatore. Si tratta di Gaetano Quagliariello, presidente di Identità e Azione, che arriva alle 19 insieme a Domenico Srour, responsabile regionale di Cambiamo, il nuovo movimento politico di Giovanni Toti. Due giorni fa, invece, Di Stefano ha ospitato nove sindaci della provincia che lo sostengono, incontro che ha suscitato la polemica dei consiglieri forzisti candidati nel polo civico di Bruno Di Iorio, che hanno ricordato che sono 40 i sindaci di centrodestra della provincia teatina. Di Stefano replica: «Continuo a registrare una serie di attacchi contro di me. Mentre io parlo alla città di programmi, loro solo di offese», dice, «se non hanno proposte potevano venire a chiedermele. Gli avrei suggerito anche di non candidare un “panchinaro” ma di mandare in campo direttamente l’allenatore», il riferimento è a Mauro Febbo, «che, per dimostrare l’amore per Chieti, anziché rinunciare alla tessera di Forza Italia, avrebbe potuto rinunciare all’assessorato regionale e candidarsi a sindaco. Se lo avesse fatto, lo avrei sostenuto. Sarebbe stato un vero atto d’amore per Chieti, così invece sembra che voglia soltanto mantenere comunque le mani sulla città, senza rinunciare a una poltrona più comoda».