San Camillo, all’aperto la sala d’attesa del pronto soccorso

1 Novembre 2020

ATESSA. Pazienti in fila fuori dal pronto soccorso perché la sala di attesa è adibita ad accettazione per i sospetti Covid-19, due panchine e una pila di mattoni per sedersi, una sola pensilina, che...

ATESSA. Pazienti in fila fuori dal pronto soccorso perché la sala di attesa è adibita ad accettazione per i sospetti Covid-19, due panchine e una pila di mattoni per sedersi, una sola pensilina, che tutti non può coprire. Succede davanti al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo.
A denunciare il caso è il Comitato spontaneo in difesa del territorio. «La Asl e gli assessori regionali che cosa dicono? Eppure risuonano ancora nelle orecchie dei cittadini le parole rassicuranti di qualche politico locale che giorni fa affermava che ad Atessa funzionava tutto mentre noi continuiamo a rilevare assenze e inefficienze», spiega in una nota il Comitato. «Se il nuovo pronto soccorso non è stato realizzato, per sopperire alla precarietà della situazione, con l’inverno alle porte, non si può trovare una soluzione temporanea, magari collocando sul piazzale un container o una tenda per il triage Covid-19, così come hanno fatto tutti gli altri ospedali di questa stessa Asl?» chiede il comitato.
Sulla vicenda interviene anche il sindaco Giulio Borrelli che ha già inviato una comunicazione ai vertici della Regione e al manager della Asl. «Da tempo, ormai, stiamo sollecitando la Regione e la Asl a prendersi davvero cura del San Camillo e a rispettarne la dignità ospedaliera. E, invece» afferma Borrelli, «ci troviamo di fronte a una brutta e triste situazione. Si mantiene la scritta “pronto soccorso” con una sala di attesa all’aperto, senza nessun riparo. Era stato previsto, nel mese di agosto, un percorso separato per pazienti Covid e non Covid; i lavori non sono mai iniziati; è stata solo tolta la sala di attesa del pronto soccorso per ospitare momentaneamente, in quel locale, i sospetti contagiati da trasferire in altri ospedali». Per Borrelli si tratta di un’autentica vergogna «La popolazione di questo territorio, che va al pronto soccorso per ragioni varie, viene lasciata fuori della porta, sotto le intemperie. Se la Asl non è stata capace finora di fare i lavori previsti, adotti subito» suggerisce il sindaco «misure di emergenza, anche perché il numero delle persone che vanno al pronto soccorso è purtroppo aumentato».
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