San Francesco, cassa integrazione per 100

18 Ottobre 2016

La Regione taglia i fondi del biennio 2016-17, la Fondazione interrompe i servizi. I sindacati: pronti a scendere in piazza

VASTO. Ennesima doccia fredda per i lavoratori dell’istituto San Francesco D'Assisi. La Regione taglia con il decreto 108 del 26 settembre 2016 il budget per il biennio 2016/2017 e la Fondazione Padre Alberto Mileno è costretta ad interrompere diversi servizi. Dal 1° novembre sarà attivata la cassa integrazione in deroga per 100 lavoratori. I sindacati insorgono e annunciano sit-in di protesta al L’Aquila e a Pescara.

«Questa ulteriore limatura effettuata dal decret a firma del commissario ad acta Luciano D’Alfonso in aggiunta all’annosa ed ancora irrisolta, “compartecipazione”, getta nel panico le attività della fondazione», annotano le segreterie provinciali e la Rsa di Cgil, Cisl e Uil lamentando alla Regione di non aver tenuto fede alle assicurazioni che non ci sarebbero state decurtazioni.

I sindacati, convocati il 13 ottobre dall’amministrazione della Fondazione, hanno ricevuto il documento riassuntivo del budget con la previsione fino al 31 dicembre 2016. «Il documento mette in evidenza i danni provocati dal nuovo taglio previsto dal decreto 108 e come questo vada a incidere pesantemente sulle attività riabilitative residenziali, semiresidenziali e domiciliari. L’amministrazione ha poi comunicato la chiusura di diverse sedi e di numerosi servizi e la necessità di attivare la cassa integrazione in deroga per un centinaio di lavoratori a partire dal 1° novembre», annotano i sindacati.

Le organizzazioni dei lavoratori si sono attivate per chiedere un incontro urgente al presidente D’Alfonso, all’assessore Silvio Paolucci, al direttore generale dell’Asl, Pasquale Flacco, al direttore del dipartimento per la Salute, Angelo Muraglia e al sindaco di Vasto, Francesco Menna per tentare di scongiurare il taglio di 500 mila euro che andrebbe a penalizzare ulteriormente un territorio già colpito da altri provvedimenti come la chiusura delle guardie mediche.

«Se non riusciremo a trovare una soluzione equilibrata ed equa sarà proclamato lo stato di agitazione, fino a portare terapisti, infermieri, operatori, educatori della Fondazione Mileno al L’Aquila e a Pescara. Chiediamo al presidente D’Alfonso l’annullamento del provvedimento e il rispetto della programmazione già avviata per il biennio 2016/17», scrivono Ferdinando Costanzo, Gabriele Martelli, Domenico Fecondo, Daniele Leone, Donato Tricase, Camillo Di Felice e Venanzio Tilli. D’Alfonso viene invitato a considerare i problemi che ricadranno su tante famiglie, sulle quali pesano quotidianamente gravi problemi sanitari e sociali e che con questi tagli saranno costrette a tenere i propri cari a domicilio.

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