San Francesco, in 276 con il fiato sospeso

22 Novembre 2021

La cassa integrazione scadrà il 31 dicembre. I sindacati: «Aspettiamo un segnale dalla Regione»

VASTO. Il 31 dicembre scadrà la cassa integrazione per 276 dipendenti dell’istituto San Francesco della Fondazione Padre Alberto Mileno. Le richieste di incontro fatte all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, dai sindacati sono cadute nel vuoto. «Nulla si è mosso», annotano i sindacati. «Nonostante sia nota a tutti», scrivono Marco Angelucci, segretario generale della Uil Fpl, e Camillo De Felice, segretario provinciale, «la particolare sensibilità dell’assessore sui temi della garanzia di salute ai disabili e fragili, Verì non è riuscita ancora a trovare, in agenda, lo spazio per affrontare un tema così delicato che, peraltro, vede a rischio centinaia di posti di lavoro. Questa segreteria esprime l’auspicio che al più presto l’assessore possa trovare modo e tempo per ricevere i sindacati con l’obiettivo di scongiurare peggiori conseguenze per la struttura vastese che, al momento, sembra coinvolgere la sola Fondazione Mileno, ma si teme che possa essere solo il campanello d’allarme di una crisi molto più generalizzata». La Uil sollecita anche il sindaco di Vasto Francesco Menna a dare seguito a quanto dichiarato, dopo l’incontro avuto in Comune all’inizio del mese, convocando le istituzioni e i rappresentanti politici regionali di maggioranza ed opposizione locali. Una prima dichiarazione l'assessore Verì l’ha fatta in Consiglio regionale rispondendo a una interrogazione del consigliere del M5S, Pietro Smargiassi. «Il San Francesco è un ottimo istituto», ha dichiarato Verì. «Il blocco della mobilità attiva (è stato fermato l’arrivo dei pazienti dalla Puglia e da altre regioni; ndr) porta meno introiti e sta creando problemi. Occorre trovare strategie. In merito alla negoziazione e contrattazione il conguaglio che chiedono sarà dato a fine anno. I problemi del San Francesco devono e saranno affrontati comunque in altra sede. Ripeto: è necessario trovare strategie». Per i dipendenti è necessario farlo in tempi stretti. Il ricorso agli ammortizzatori sociali ha già portato alla chiusura di due reparti. Una scelta che preoccupa anche l’amministrazione comunale. La sede ottimale potrebbe essere la sala consiliare del comune di Vasto o, addirittura, l’istituto stesso. (p.c.)
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