San Francesco, vertice decisivo a Pescara

23 Ottobre 2016

In discussione la cassa integrazione decisa dall’istituto. Menna: l’attenzione della Regione è alta

VASTO. «L’attenzione dell’assessore regionale Silvio Paolucci per l’Istituto San Francesco è alta: farà il possibile per accontentare i lavoratori e l’utenza». Lo dice il sindaco Francesco Menna all’indomani della riunione in municipio con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e i dirigenti della Fondazione Padre Alberto Mileno. L’assessore Paolucci ha rimarcato che non esiste un taglio da 500mila o un milione di euro e non sono in gioco i posti di lavoro. Il taglio è di 215mila euro, senza tener conto delle spese per il sociale che dovranno essere ancora quantificate. «La differenza di budget non giustifica alcun taglio di posti di lavoro», ha rimarcato il titolare delle delega alla sanità. Dello stesso avviso il sindaco Menna e il presidente del consiglio comunale Giuseppe Forte. Resta, tuttavia, la decisione della Fondazione di ricorrere alla cassa integrazione, nonostante per la Regione il provvedimento sia inopportuno. Fondamentali in tal senso le prossime 48 ore. Il ricorso agli ammortizzatori sociali potrebbe essere revocato qualora l’esito del tavolo tecnico convocato per domani pomeriggio a Pescara fosse favorevole. Da analizzare accuratamente i flussi delle prestazioni. I rappresentanti provinciali dei sindacati, davanti all’atteggiamento di Paolucci, hanno rassicurato i lavoratori.

Nel corso del confronto i vertici della Fondazione Mileno, il direttore Nardizzi, l’avvocato Di Risio e padre Franco Berti, hanno chiesto l’acquisizione dei tabulati regionali ottenendo l’impegno ad ottemperare in tal senso. Alla vigilia dell’incontro le organizzazioni sindacali assicuravano di non voler individuare responsabilità (ammesso ce ne fossero), ma solo trovare soluzioni. «È esattamente quello che sta cercando di fare l’assessore Paolucci», rimarca il sindaco Menna. Un lavoratore ha scritto una lettera ai politici e ai vertici della Asl che dal 1° novembre c’è il rischio concreto che molti utenti possano perdere il diritto di usufruire dei centri della Fondazione Padre Alberto Mileno, e questo vale anche per gli altri utenti-pazienti in regime di ricovero, o nei servizi ambulatoriali. «Se il 1° novembre chiudono il centro Azzurra, Lebba, Lanciano, Vasto, Gissi, il rischio è che questi ragazzi possano perdere il tempo strutturato, l’organizzazione della giornata, il progetto riabilitativo. Rischiano di smarrire la stabilità emotiva. Tutto questo accade perché vi è stato un errore nella trasmissione dei flussi dei dati alla da parte della Asl alla Regione», scrive il lavoratore appellandosi a Paolucci.(p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA