San Marco, sì all’accordo Salvi tutti i 163 lavoratori

I sindacati danno il via libera all’ingresso del nuovo proprietario Scattolini Ma lo scotto da pagare sono due anni di cassa integrazione e niente premi
LANCIANO. È stato firmato nella tarda serata di lunedì l’accordo con i sindacati che sancisce l’ingresso ufficiale e definitivo, dal 1° aprile, della multinazionale Scattolini, marchio veronese leader in Europa per la produzione di cassoni fissi e ribaltabili, nella gestione della San Marco. Salvi per il momento tutti i 163 posti di lavoro, così come l’azienda aveva dichiarato nella sua offerta di acquisto (il gruppo Blutec, ex Stola, che gestiva la San Marco nel post fallimento con la formula di affitto di azienda aveva invece sempre posto nella trattativa 80 esuberi «necessari»). Restano aperti, però, ancora molti dubbi riguardo al futuro. Dal 1° aprile, infatti, i 163 dipendenti saranno messi in cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione per 24 mesi a fronte di un piano industriale che prevede, però, il reimpiego di tutte le maestranze. L’accordo è stato firmato dalle tre sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm. E rimane ancora incerto il destino dei circa 40 dipendenti dalla Sogeco e Essegiesse, fabbriche che erano state acquistate dalla Blutech e che sono però strettamente connesse alla San Marco sia per logistica che per lavorazioni. «L’azienda», dichiara soddisfatto Primiano Biscotti (Fim-Cisl), «si è impegnata ad aprire la trattativa sul contratto aziendale. I lavoratori conserveranno i livelli retributivi, l’anzianità e parte del contratto aziendale della ex San Marco. Rimane aperta la discussione per gli altri lavoratori del gruppo, ex Essegiesse ed ex Sogeco, che sarà affrontata su altri tavoli. Per noi l’obiettivo era e rimane salvare tutti i 200 circa lavoratori del gruppo San Marco. E un primo grande risultato è stato ottenuto con la riassunzione di 163 operai. In questo genere di trattative si riparte spesso da zero, in questo caso invece buona parte del contratto integrativo precedente è rimasto». «La Scattolini si è dimostrata e confermata un’azienda seria e solida», rimarca Achille Di Sciullo (Uilm-Uil), «ma purtroppo bisogna comunque constatare che in cambio del posto di lavoro i dipendenti perderanno circa 2.500 euro all’anno rappresentati da 130 euro fissi mensili, 600 euro di premio di risultato all’anno e i superminimi che non saranno più erogati. Purtroppo tutti gli attori che hanno gestito in precedenza questa situazione l’hanno fatto male con la conseguenza che a rimetterci sono solo i lavoratori».
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