San Salvo, gioielleria rapinata dalla gang della siringa

Titolare gettata a terra da tre giovani. Il figlio: "Mamma sotto choc". Cassaforte svaligiata
SAN SALVO. Dieci minuti. Tanto hanno impiegato tre giovani per svuotare la cassaforte della gioielleria Giorgetti in corso Garibaldi a San Salvo, venerdì sera. Il valore del bottino è di diverse centinaia di migliaia di euro. I rapinatori hanno portato via gioielli antichi e pietre preziose oltre a monili esclusivi e rotoli di bracciali e collane. Il colpo è stato messo a segno mezz’ora prima della chiusura. La titolare è stata terrorizzata con una siringa.
«Per mia madre sono stati momenti di autentico terrore», racconta il figlio della donna. «È stata minacciata, spinta e gettata a terra da un giovane incappucciato mentre il complice a volto scoperto svuotava la cassaforte. Non credo riuscirà a riprendersi tanto presto», dice il gioielliere.
Una sequenza drammatica quella vissuta dalla titolare della gioielleria Giorgetti che i carabinieri hanno cercato di tenere nascosta. Ma i negozianti e gli stessi cittadini sono stanchi di subire in silenzio. Sono stanchi di sentire che San Salvo è tranquilla. È lo stesso Giorgetti a raccontare la rapina subita. «Verso le 19,15 è entrato in gioielleria un giovane dal viso pulito. Un ragazzo all’apparenza tranquillo. Ha chiesto a mia madre di vedere un oggetto da regalare alla fidanzatina. Mia madre si è voltata per aprire la cassaforte e il giovane con un balzo ha scavalcato il bancone e ha premuto il tasto che apre la porta d’ingresso permettendo a un complice incappucciato di entrare. Quest’ultimo ha sfilato dalla tasca una siringa e minacciando mia madre di pungerla con l’ago infetto, l’ha spinta facendola cadere. Lui ha continuato a puntare la siringa contro mia madre mentre il ragazzo dalla faccia pulita ha svuotato la cassaforte. Dopo una manciata di minuti i due sono usciti e insieme a un terzo complice che faceva da palo sono scappati a piedi».
Il giovane incappucciato probabilmente è del luogo. Il ragazzo dal viso pulito, invece, non è della zona. L’accento era meridionale. Potrebbe essere arrivato dalla Puglia. Il basista era irriconoscibile. Ma qualche telecamera potrebbe avere ripreso la fuga dei tre.
«Noi intanto abbiamo avvertito le rivendite e i banchi dell’oro antico del furto subito. A mia madre i carabinieri hanno mostrato diversi identikit e foto segnaletiche ma il viso del giovane non c’era», annota Giorgetti. «È stata una esperienza terribile che nessuno dovrebbe vivere. Quello che è accaduto è gravissimo. Spero che mia madre si riprenda. Ora sta molto male».
La speranza del gioielliere è che qualche cittadino che ha visto i tre allontanarsi per le vie del centro storico possa aiutarlo a identificare la gang. (p.c.)
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