San Salvo, il Ris ricostruisce la sparatoria al bar Evelin

L'accertamento tecnico irripetibile disposto dalla Procura sarà compiuto questa mattina davanti agli avvocati di tutti i protagonisti dell'agguato del 14 aprile scorso
SAN SALVO. L'arrivo di Fasli Faslia, 32 anni, davanti al bar Evelin, gli spari, il ferimento dell'uomo. La sparatoria del 14 aprile sarà rivissuta questa mattina a San Salvo dai Ris di Roma. Da accertare chi sparò per primo e soprattutto in quanti quella sera premettero il grilletto. I difensori del ferito, gli avvocati Fiorenzo Cieri e Luigi Stampone sostengono che Fasli Faslia venne colpito per primo: "E cadendo partirono accidentalmente dei colpi". I fratelli Clirim ed Elvin Tafili, e Lulzim Bimi, i rivali dell’uomo non la pensano allo stesso modo. Lulzim Bimi ha affidato la propria difesa all'avvocato Marisa Berarducci. L'accertamento tecnico irripetibile sul luogo della sparatoria disposto dalla Procura dovrà ricostruire la drammatica sequenza costata il ferimento di Faslia e verificare la traiettoria di tutti i colpi partiti. Clirim Tafili, 46 anni (difeso dagli avvocati Giovanni e Antonello Cerella), e Lulzim Bimi, 28 anni, sono accusati di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco. Elvin Tafili, 40 anni, solo di porto abusivo di arma. Il tribunale del riesame ha respinto qualche giorno fa la scarcerazione dei tre richiesta per stato di necessità. Fasli Faslia attualmente è in carcere a Pescara. Lui è la figura chiave della vicenda e il custode del movente della sparatoria. Gli investigatori pensano che abbia raggiunto il bar Evelin con un proposito ben preciso. Inquieta il fatto che fosse armato esattamente come i rivali . «Non è andato al bar per sparare e non è stato lui a sparare», insistono gli avvocati Fiorenzo Cieri e Luigi Stampone. Anche lui è accusato di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco. (p.c.)

