San Salvo prega e spera per Eugenio

30 Settembre 2016

Il 46enne, fisioterapista e capo scout si è sentito male in chiesa: ora è ricoverato a Teramo dove lotta tra la vita e la morte

SAN SALVO. «Mi sento poco bene, è meglio se vado a casa». Sono le ultime parole pronunciate da Eugenio Di Petta, 46 anni, fisioterapista della Fondazione Padre Alberto Mileno, nonchè capo scout del gruppo di San Salvo, prima del grave malessere che lo ha colpito due giorni fa. Mentre era con alcuni scout nella chiesa di San Giuseppe, martedì sera Di Petta ha cominciato ad avvertire i sintomi del malore che lo ha ridotto in fin di vita. L’uomo è stato colpito da una ischemia cerebrale poco dopo essere arrivato a casa, alle 23,30.

I soccorsi e l’immediato trasferimento a Teramo non sono serviti a fargli riprendere conoscenza. A tenerlo in vita sono le macchine. L’intera comunità scout di Vasto e San Salvo è profondamente turbata. Grandissimo il rammarico dei colleghi dell’istituto San Francesco d’Assisi, dove il quarantaseienne lavora. «Eugenio è uno dei fisioterapisti più preparati. Un bravo osteopata. Una persona che riusciva ad aiutare in modo eccezionale i pazienti», dice Daniele Leone, collega di Di Petta e rappresentante sindacale dell’istituto San Francesco. «Ho incrociato Francesco tre giorni fa uscendo dall’istituto. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere, parlato della situazione economica e lui che è padre di tre figli ha ringraziato me e il collega Venanzio Tilliper essere riusciti ad ottenere il pagamento degli stipendi. Stava bene. Impossibile prevedere quello che gli è accaduto. Abbiamo fatto tanti corsi di aggiornamento insieme. Io voglio credere che ce ne saranno altri», dice Leone.

Impegnato sul lavoro ma anche nella comunità parrocchiale, è stato uno dei fondatori del gruppo scout sansalvese nel 1995. Ricordava sempre con orgoglio e nostalgia l’incontro con papa Giovanni Paolo II a Roma nel 1998. «Ora preghiamo e speriamo tutti che papa Giovanni Paolo II lo aiuti a superare questo grave momento», dice un parrocchiano. Attivo e amante della natura era un appassionato di nordic walking. Non a caso aveva frequentato la scuola italiana di camminata nordica. Il 26 settembre aveva rivelato dalla sua pagina di facebook di avere percorso 4,86 chilometri camminando con le stecche in riva al mare.

In tanti lo ricordano sul percorso di San Salvo marina. Uno sportivo pieno di vita. Sia a Vasto che a San Salvo sono in tanti a sperare di rivederlo presto in pista. Più d’uno ha raggiunto Teramo per fargli visita. Al momento però è impossibile avvicinarsi al suo capezzale. Il parroco della chiesa di San Giuseppe, don Raimondo, ha raccolto gli amici e pregato con loro recitando un rosario per Eugenio. Il sacerdote ha invitato tutti a creare una grande catena di preghiera. Anche a Teramo, nell’ospedale in cui è ricoverato, gruppi di amici si sono raccolti in preghiera ed hanno fatto celebrare una messa per invocare la guarigione di Eugenio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA