Sanatoria al residence Il centrosinistra non trova l’unità

VASTO. Ritorna in aula il Molino Village, ma i partiti del centrosinistra continuano ad avere posizioni diverse sull’elegante complesso edilizio di contrada San Tommaso per il quale il costruttore...
VASTO. Ritorna in aula il Molino Village, ma i partiti del centrosinistra continuano ad avere posizioni diverse sull’elegante complesso edilizio di contrada San Tommaso per il quale il costruttore chiede il cambio di destinazione d’uso. L’unica certezza è che il consiglio comunale tornerà a riunirsi a metà gennaio (con ogni probabilità sabato 17). La data è stata comunicata dal presidente dell’assemblea civica, Giuseppe Forte, ai colleghi di maggioranza, durante la riunione dell’altra sera convocata proprio per discutere dell’argomento. L’incontro ha dimostrato ancora una che i partiti della coalizione non hanno una posizione unanime e condivisa.
Sel e Rifondazione hanno ribadito la loro netta contrarietà al cambio di destinazione d’uso, altre forze politiche si sono mostrate più possibiliste, mentre il Pd è diviso tra favorevoli e contrari. Non sono mancate neanche richieste di “ulteriori approfondimenti”, mentre un consigliere comunale ha chiesto di attendere l’esito del procedimento penale pendente.
Insomma, l’impressione è che la maggioranza arriverà in aula ancora una volta in ordine sparso. Di sicuro non può più temporeggiare, come ha fatto in questi mesi.
A mettere con le spalle al muro la coalizione è stata la seconda diffida inviata il 15 dicembre scorso dal costruttore che ha intimato al presidente del consiglio comunale di inserire il provvedimento all’ordine del giorno dell’assemblea civica entro il termine perentorio di un mese, decorso il quale avrebbe intrapreso azioni legali. Molino chiede il cambio di destinazione d’uso per poter sanare le irregolarità urbanistiche contestate dalla magistratura che ha rinviato a giudizio il costruttore, i direttori dei lavori e un ex dirigente comunale. Il processo, che riprenderà a marzo, ruota intorno alla realizzazione di residenze private in una zona classificata D4, ossia destinata ad insediamenti turistici.
La pratica edilizia era approdata nell’aula consiliare lo scorso mese di marzo, ma era stata ritirata dal sindaco Luciano Lapenna per motivi di opportunità politica, da ricondurre alle numerose assenze registrate tra i banchi del centrosinistra. Ma resta da vedere anche cosa farà l’opposizione apparsa finora piuttosto defilata su un argomento che potrebbe indurre più di un consigliere a non presentarsi in aula.
Anna Bontempo
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