Sanità del territorio, i progetti fermi al palo

Lettera dei medici delle aree interne a sindaci, Asl e Paolucci: dove sono l’ospedale di Casoli e 118?
CASOLI. Carte senza vita. Progetti che restano “lodevoli intenzioni” e nulla più. Perché? Si dice che si punta sulla sanità del territorio, ci sono progetti validi per farla crescere ma restano sulla carta. Stanchi di rimanere al palo chiedono spiegazioni, chiarezza, i medici delle aree interne del perché sono bloccati progetti per far nascere la vera sanità del territorio. Hanno così scritto al direttore generale della Asl Pasquale Flacco, ai sindaci che nei Comuni interni hanno servizi distrettuali, al responsabile strategia nazionale aree interne Antonino Amorosi, al presidente unione comuni del Sangro Arturo Scopino e anche all’assessore regionale alla sanità e al bilancio Silvio Paolucci per avere un incontro, capire dov’è che i progetti si bloccano. Progetti importanti come il servizio 118 con le nuove postazioni di Lama e Torricella presentate a febbraio ma non attivate, l’ospedale di comunità a Casoli atteso da anni, il potenziamento degli ambulatori distrettuali che invece sono privi di specialisti. Il tutto mentre gli ospedali sono al collasso. A Lanciano il Renzetti scoppia, il pronto soccorso è pieno, l’ unica ambulanza 118 disponibile è spesso fuori tanto che negli ultimi interventi in città, anche poco distanti dal presidio, è intervenuta l’ambulanza di Casoli. E la lettera è dettagliata. Si parte dal 118. «Tutto programmato per la rete dell’emergenza urgenza», scrivono i medici, «piano perfetto, nuove postazioni e poi non sono neanche stati attivati corsi di formazione per i medici 118 nonostante siano obbligatori».
Si passa all’ospedale di Casoli chiuso da anni per essere convertito in presidio di comunità, ma che in realtà è un ibrido, uno scatolone in più parti vuoto. «I medici hanno aderito all’ospedale di Comunità, i locali ci sono, ma non si parte. Perché? Perché quando sono stati trasferiti circa 20 infermieri da Atessa a Lanciano non se ne sono spostati 2 /3 a Casoli? e perché non si parte?». E ancora lo screening mammografico a Villa Santa Maria. Qui collegamenti fatti, apparecchiatura a norma, collaudi fatti, personale presente: perché non si avvia concretamente lo screening? «E che dire del potenziamento degli ambulatori distrettuali?», osservano i medici, «nonostante le disposizioni del direttore Pasquale Flacco ad oggi un solo specialista, urologo, ha preso servizio sul territorio, il cardiologo andato in pensione non è stato sostituito, il geriatra e il fisiatra indispensabili per formare l’unità di valutazione multidimensionale (uvm) necessaria per l’assistenza domiciliare, individuati da mesi non sono stati assegnati».E tanto altro ancora. Una foto di una sanità delle aree interne pronta a scattare e correre ma che rimane sempre ai nastri di partenza. A discapito dei cittadini.
Teresa Di Rocco
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