Sanità, Menna lancia l’allarme: «Esodo dei pazienti per curarsi»

7 Novembre 2022

Il sindaco torna a chiedere più attenzione: «Le lunghe liste di attesa dovute alla carenza di medici» La replica del consigliere Marcovecchio: «La situazione sta migliorando, ma dobbiamo fare meglio»

VASTO . Più attenzione per l’ospedale San Pio, cure certe e rapide per i malati del territorio. A chiederle è l’intera città, stanca di assistere all’agonia del presidio vastese. Le invocano i malati, costretti a spostarsi a centinaia di chilometri di distanza da casa per la mancanza di strumenti diagnostici e medici. Il sindaco Francesco Menna manifesta loro la propria solidarietà e chiede a Regione e a Asl di risolvere al più presto il problema. Per il consigliere regionale Manuele Marcovecchio la situazione è migliorata rispetto a qualche mese fa, ma restano inaccettabili e ingiustificabili i tempi di attesa per una visita. Sono tanti i vastesi che stanno pensando ad una manifestazione di protesta contro il manager della Asl Thomas Schael. «Le sue decisioni ricadono purtroppo sulla qualità dei servizi e sulle necessità terapeutiche dei pazienti», lamentano i cittadini. Mancano medici, infermieri, attrezzature e strutture, le liste di attesa sono lunghissime. «La salute non ha prezzo. Vogliamo più medici», recitava uno dei cartelli che Patrizia De Rosa due mesi fa aveva sistemato davanti all’ospedale San Pio per richiamare l’attenzione della politica sulla situazione della sanità a Vasto.
LA PROTESTA DEL SINDACO
«Il dramma di Patrizia continua ad essere il dramma di tutti i vastesi», afferma il sindaco Menna. «Sono sempre di più i vastesi costretti ad andare fuori regione. Quello che accade è la prova del fallimento di una giunta regionale che ha abbandonato il territorio. Abbiamo assistito in questi mesi ad una politica sanitaria fatta di slogan e promesse», annota Menna. «I cittadini si sentono traditi e lasciati soli. Per non parlare del personale medico, costretto a turni massacranti e ad elemosinare personale e tecnologie nuove perché quelle esistenti risultano obsolete. Le liste di attesa sono frutto della carenza di medici, di strumenti spesso inadeguati, di concorsi mai fatti. Oggi il centrodestra non ha più scusanti», incalza il sindaco. «La pandemia non può più rappresentare lo scudo delle inefficienze. Mi auguro per la mia città e per la provincia di Chieti che ci si sia finalmente concentrazione sui bisogni dei cittadini».
LA MAGGIORANZA
Sul fatto che serva una soluzione per evitare l’esodo di tanti pazienti è d’accordo anche il consigliere regionale Manuele Marcovecchio, presidente della commissione Territorio ambiente e infrastrutture. «Il tema della mobilità passiva», dice, «è da anni una nota dolente del sistema sanitario abruzzese, anche se, come certificato dalla Corte dei Conti lo scorso settembre, quantomeno si registra un’inversione di tendenza con una progressiva riduzione del deficit. Ad ogni modo non possiamo ignorare tutti i limiti della nostra sanità, che come noto necessita di interventi strutturali e personale sanitario. Servono primari per essere più efficienti e attrattivi e dobbiamo assolutamente ridurre i tempi di attesa che restano inaccettabili e ingiustificabili». Dichiarazioni che fanno sperare che la questione venga affrontata una volta per tutte.
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