SanMarco, i dirigenti in Regione Aperto anche un tavolo nazionale

13 Maggio 2021

Sit-in con il sindaco di Lanciano e presidente della Provincia Pupillo e il presidente dell’aula Marongiu «Basta far pagare agli operai più anziani lo scotto della crisi, presto una discussione sulla Val di Sangro»

ATESSA. Prosegue la disperazione di circa 80 lavoratori della SanMarco in cassa integrazione che ogni settimana inscenano un sit-in davanti ai cancelli dell'azienda che impiega attualmente solo 64 dipendenti per la produzione di cassoni e telai per i furgoni commerciali di Sevel. Martedì scorso il presidente della Provincia di Chieti e sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, il presidente del consiglio comunale di Lanciano Leo Marongiu e l’assessora al Lavoro del Comune di Lanciano Patrizia Bomba, hanno incontrato i lavoratori della storica azienda lancianese davanti i cancelli dello stabilimento di Atessa. Da mesi la maggioranza dei lavoratori è in cassa integrazione, senza la possibilità di una rotazione che distribuisca il peso della crisi. I lavoratori hanno chiesto a Pupillo vicinanza per una situazione che sta mettendo a dura prova intere famiglie. Il sindaco ed il presidente del consiglio comunale hanno quindi contattato l’assessore regionale Pietro Quaresimale per chiedere conto dei passi che la Regione Abruzzo intenda fare per tenere i riflettori accesi sulla vicenda: «Lo stesso assessore», spiega una nota del Comune di Lanciano, «ha confermato per la prossima settimana la convocazione in Regione dei vertici dell'azienda per un confronto immediato sulla vicenda. Inoltre della situazione è stato informato il senatore Luciano D'Alfonso, con l'invito a portare a un tavolo nazionale la vertenza che vede padri di famiglia in grande difficoltà».
A preoccupare è anche il fatto che l'azienda, in via informale, avrebbe annunciato di non essere più disposta ad anticipare la cassa integrazione. «È necessario a breve affrontare la questione in modo risoluto, vista anche la grave spaccatura tra i lavoratori favorita da una condotta aziendale cinica e incurante delle conseguenze sociali di una crisi che si vorrebbe far pagare ai più anziani, lavorativamente parlando», commenta Pupillo. «È prioritario aprire un vero tavolo di trattativa, il più unitario possibile, per respingere al livello istituzionale più alto possibile la grave condotta discriminatoria dell’azienda che pesa sui lavoratori e sull’unità sindacale creando un precedente pesantissimo in termini sociali ed economici per il tessuto produttivo della Val di Sangro. Sindaci del territorio e Regione verranno invitati a condividere un documento in difesa dei lavoratori della SanMarco e di tutta la Val di Sangro».
«Ascoltando il grido di allarme e di incertezza dei lavoratori», aggiunge una nota della segreteria Fim-Cisl, «siamo giunti a conclusione che all’interno dello stabilimento sia necessaria una supervisione da parte degli organi competenti nazionali, visto anche che ci sono stati raccontati di “inviti” riguardanti il farsi tessere sindacali per continuare a lavorare; in aggiunta, comportamenti da parte di alcuni responsabili aziendali al limite della legalità. È inconcepibile che, soprattutto in questo periodo così difficile, si possano barattare un posto di lavoro e la dignità umana; ancor peggio se a rimetterci sono quei lavoratori di una certa età ed esperienza, responsabili di carichi familiari e disperati per il timore di non poter ottemperare alla loro sopravvivenza».
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