Sansificio acceso senza permessi Due nuovi esposti in Procura

9 Novembre 2017

A presentare le denunce sono stati il sindaco di Treglio e l’associazione Nuovo Senso Civico Frantoiani beffati dopo la chiusura dell’impianto: incontro in Regione sullo stoccaggio delle sanse

TREGLIO. Si aggiungono altri due esposti in Procura alla già corposa documentazione processuale che accompagna, ormai da anni, le attività del sansificio Vecere e della vicina centrale a biomasse Gct srl. A presentare le denunce sono stati il sindaco di Treglio Massimiliano Berghella e l’associazione Nuovo Senso Civico, che si sono immediatamente attivati dopo la riaccensione, senza autorizzazione, del sansificio, poi bloccata dalla Regione. L’autorizzazione ad esercitare l’attività del sansificio Vecere, classificato come industria insalubre di prima classe, era scaduta il 21 dicembre 2016; poi c’era stata una proroga di 90 giorni all’esercizio, scaduta a fine marzo 2017. La società, quindi, senza autorizzazioni non avrebbe potuto riaprire, cosa che tuttavia è avvenuta il 3 novembre scorso. Di qui l’ennesimo ricorso al tribunale che, nel luglio 2017, si è già espresso con una sentenza di condanna per l’amministratore unico della società Sansifici Srl a sei mesi di carcere, convertiti in 40mila euro di pena pecuniaria. Intanto è guerra tra i residenti e l’amministrazione comunale di Treglio, da un lato, e l’associazione di categoria che rappresenta frantoiani e agricoltori, dall’altro, impossibilitati, a seguito della chiusura dell’impianto, a smaltire la sansa nell’unico sansificio regionale che ha una capacità di lavorazione di 40mila tonnellate a stagione olearia. Proprio per dirimere la questione dello stoccaggio delle sanse è fissato per oggi, alle 16,30, nella sede della Regione in viale Bovio a Pescara, un incontro tra il sindaco e gli assessori Dino Pepe (agricoltura), Mario Mazzocca (ambiente) e Giovanni Lolli (attività produttive). La Regione, competente per legge, ha bocciato la domanda per l’autorizzazione unica ambientale (Aua) per motivi igienico-sanitari e urbanistici. La decisione è scaturita a seguito della Conferenza dei servizi che si è tenuta nel luglio 2016 e il 30 gennaio scorso. Conferenza dei servizi in cui quasi tutti gli enti presenti - Comuni di Treglio e Rocca San Giovanni, Sasi, Arta Abruzzo, Asl, Servizio di gestione e qualità delle acque della Regione e il movimento Nuovo Senso civico – hanno espresso parere negativo al prosieguo dell’attività dell’impianto per il problema delle emissioni in aria, per questioni igienico-sanitarie e di rispetto ambientale e a tutela della salute pubblica, dato che la zona in cui insiste il sansificio è densamente popolata. «Mi chiedo», dice Berghella, «come mai l’associazione Confrantoiani, che oggi sta facendo polemiche e minaccia sommosse, non si sia mai attivata su una questione così importante. Perché non è stata presente alla Conferenza dei servizi, in cui avrebbe potuto portare le istanze e le necessità delle aziende di settore? Perché, dato che il problema del sansificio è annoso, non si è mai fatta viva e non ha presentato proposte?».
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