Sansificio bloccato, frantoiani in rivolta

La Regione nega il rilascio dell’autorizzazione all’impianto. Il sindaco: l’azienda non doveva aprire, create false aspettative
TREGLIO. Aveva ricominciato a “fumare” solo da qualche giorno e, lunedì sera, è arrivata la notifica ai proprietari del sansificio Vecere: l’impianto ha ricevuto il parere negativo della Regione sul rilascio dell’autorizzazione unica ambientale (Aua), richiesta per proseguire l’attività per altri 15 anni. Blocco immediato, quindi, di tutte le attività dello stabilimento tra il sospiro di sollievo dei residenti del comprensorio, preoccupatissimi per la loro salute e per la salubrità di aria e ambiente a causa dei fumi scuri e maleodoranti che si levano nell’aria, e le vivaci proteste dei frantoiani che promettono azioni eclatanti per la chiusura di un sansificio regionale che serve oltre 400 frantoi per conto di 60mila piccole, medie e grandi aziende agricole. Da un lato la sacrosanta preoccupazione per la salute (i cittadini di Treglio da anni lamentano malesseri, difficoltà respiratorie, allergie, asma, mal di testa, nausee dovute ai miasmi dei fumi di scarico dell'impresa) e dall’altro il diritto degli operatori agricoli a lavorare la terra.
AUTORIZZAZIONI. «Quest’anno», sottolinea il sindaco di Treglio Massimiliano Berghella, «l’azienda non avrebbe dovuto riaprire i cancelli, essendo senza autorizzazione. Invece l’ha fatto e i cittadini sono tornati a lamentarsi per l’odore acre e il fumo. Ricordiamo che nel 2011 scattò l’inchiesta della Procura di Lanciano con il sequestro dell’impianto produttivo e furono rilevate irregolarità e incongruenze nella struttura che, così com’è adesso, è limitata e non è capace, a livello di emissioni, di rispettare i limiti imposti dalla legge, ad esempio per quanto riguarda monossido di carbonio e altre sostanze inquinanti volatili. Inoltre l’azienda ha creato confusione e false aspettative negli imprenditori agricoli, dato che adesso, dopo il provvedimento regionale, ha dovuto spegnere il camino e smettere di ricevere sansa da destinare alla lavorazione. La mia preoccupazione», fa presente ancora il sindaco, «è trovare una soluzione affinché non vengano penalizzati gli imprenditori agricoli e i frantoiani. Per questo motivo sono in contatto con l’assessore alle Politiche agricole Dino Pepe e il vice presidente della Regione Giovanni Lolli. L’irresponsabilità dell’azienda ha generato il caos. L’impianto di cui parliamo è classificato come insalubre di prima classe e secondo l’autorizzazione del 2011 si sarebbe dovuto delocalizzare, in accordo con l’azienda, che però non ha mai voluto sentire ragioni».
CLIMA TESO. Ad esacerbare gli animi ha contribuito anche un episodio spiacevole accaduto al presidente di Nuovo Senso Civico Alessandro Lanci che, come racconta lui stesso, è stato minacciato e aggredito verbalmente da una persona che lo ha raggiunto nel suo negozio. «Mi ha promesso che scaricherà 500 quintali di sansa davanti casa», riferisce Lanci, «e minacciato di querela per falso per aver sostenuto che le emissioni del sansificio sono fuori norma. Sono rammaricato. Sto dalla parte degli agricoltori, ma le regole vanno rispettate». Intanto il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo fa appello alla Regione per riaprire il sansificio Vecere «prima che la stagione olearia venga definitivamente danneggiata. I frantoi saranno costretti a chiudere perché impossibilitati a smaltire il loro sottoprodotto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

