Sansificio e biomasse chiusi «Ora verifiche sulla salute»

24 Gennaio 2015

Lanci (Nuovo Senso Civico): con noi sette medici di base, ospedalieri e pediatri Raccogliamo tutte le segnalazioni di questi anni sui disagi fisici dei residenti

TREGLIO. Una raccolta di firme e un’indagine col supporto dei medici per capire quali sono gli effetti sulla salute dei due impianti di combustione di biomasse sequestrati a Treglio. Non si spegne, così come accaduto invece per il sansificio e la centrale Cgt giovedì scorso, l’opposizione dei cittadini alla presenza in centro dei due impianti. Dopo la gioia della notizia dei sigilli arriva, infatti, la consapevolezza dei cittadini di Treglio che la battaglia è appena cominciata. «Sappiamo che si tratta di un provvedimento amministrativo», precisa un esponente del Comitato civico spontaneo del paese, «e che quindi ha i suoi limiti: una volta che i gestori dei due impianti rientreranno nelle prescrizioni e si atterranno ai limiti di legge, le centrali possono tornare in funzione. Noi vogliamo evitare che questo avvenga». Di qui l’intensificarsi delle attività di raccolta firme per la chiusura definitiva del sansificio e della centrale - sono state collezionate oltre 700 sottoscrizioni - che saranno presentate a breve ad esponenti della giunta regionale e alle autorità di controllo e rilascio delle autorizzazioni, e la ricerca da parte delle associazioni e comitati anti-centrale di tutta la documentazione per impedire la riapertura degli impianti.

«La gente è esasperata qui a Treglio», racconta un residente, «non ce la fa più. Sono stati quattro anni di fumi, di difficoltà respiratorie, disagi, allergie, riniti, congiuntiviti, rumori, per non parlare di problemi più seri. Ci sono persone che non possono più aprire le finestre, nè godersi il proprio giardino. Ovunque si deposita una patina scura oleosa e maleodorante, io stesso ho dovuto comprare un’asciugatrice perché non posso più stendere i panni fuori». «Stiamo intervenendo sulla connessione tra gli impianti e i rischi per la salute umana», spiega Alessandro Lanci, presidente di Nuovo Senso Civico, associazione che per prima ha opposto la ferma opposizione alla centrale a biomasse in funzione dal 2011, «bisogna ribadire che anche se non è possibile verificare e certificare il nesso di causalità tra un impianto e danni gravi alla salute (non è stato possibile farlo nemmeno per l’Ilva di Taranto, ndc), di certo non si può negare che il superamento di quasi quattro volte i limiti di emissione di fumi prescritti dalla legge comporti una qualche conseguenza per la salute. Vogliamo dimostrare questo e ci stiamo rivolgendo a medici di base, pediatri e medici ospedalieri per una indagine sanitaria a tappeto sul paese. Sette medici sono dalla nostra parte e siamo al lavoro per raccogliere tutte le segnalazioni di disagi fisici susseguitisi in questi anni». Le due centrali sono chiuse, ma potrebbero tornare in funzione soltanto per smaltire l’esano, nel caso del sansificio che lo utilizza per disoleare la sansa, e il carico di materiale da combustione presente nella centrale a biomasse. L’esano, solvente altamente tossico e infiammabile verrà riposto in silos di sicurezza sotto terra,mentre il materiale combustibile sarà bruciato.

Daria De Laurentiis

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