Sant’Agostino, finito il restauro La chiesa riconsegnata alla città

16 Giugno 2019

Lanciano. Lavori portati a termine da Curia, Sovrintendenza e associazione Amici di Lancianovecchia L’arcivescovo Cipollone: interventi anche in cattedrale, Santa Maria Maggiore e Madonna del Carmine

LANCIANO. Collaborazione e passione: sono le parole d’ordine che hanno guidato il restauro della facciata trecentesca della chiesa di Sant’Agostino. Policromia: è la parola che indica la più grande scoperta del restauro ossia la presenza dei colori - rosso, blu, azzurro, giallo - che ornavano la chiesa, la statue della Vergine col bambino, di cui si ipotizzava l’esistenza e si è avuta certezza. Splendore: è la parola che può descrivere la bellezza della facciata rovinata da smog, guano dei piccioni, dal tempo, restituita al quartiere di Lancianovecchia e alla città.
«È stato un lavoro di restauro che ha impegnato più enti in una collaborazione continua», dice l’arcivescovo Emidio Cipollone durante il convegno “La policromia nel 300”, che ha riconsegnato la chiesa alla città. «Curia, sovrintendenza, associazione Amici di Lancianovecchia, restauratori che con mani sapienti hanno fatto rivivere questa facciata si sono uniti in un principio di sussidiarietà in cui ognuno ha fatto la propria parte e tutti hanno messo passione. L’arte, la bellezza fa elevare lo spirito, dal terreno all’eterno è un inno alla fede. La curia è impegnata in tantissimi lavori: dopo Sant’Agostino stiamo per riconsegnare la cattedrale, abbiamo iniziato i lavori a Santa Maria Maggiore, a Madonna del Carmine. Abbiamo cantieri a Ortona e nelle parrocchie. Lavori che restituiscono tesori alla città».
Di tesori e gioiello parla il sindaco Mario Pupillo: «Col restauro si arricchisce il patrimonio monumentale di Lanciano. Grazie alla sensibilità di questa associazione, che dopo il restauro della torre di San Giovanni si è occupata di Sant’Agostino, coadiuvata da professionisti, sovrintendenza, oggi aggiungiamo un ulteriore tassello alla bellezza della città. Abbiamo un nuovo gioiello». Da mostrare a turisti e residenti che devono guardare con occhi più attenti la facciata e particolari ora visibili. «È stato un lavoro complesso», spiega l’architetto Piergiorgio Renzetti progettista e direttore dei lavori, «si è proceduto prima con i rilievi, poi l’analisi del tipo di materiali e degrado. Sono stati trovati ossalati, microrganismi, oltre a guano dei piccioni e smog. C’è stata una prepulitura poi un consolidamento e la pulitura vera e propria con impacchi di polpa di cellulosa. Che hanno riportato alla luce la policromia, i colori della facciata. La lunetta col blu del cosmo, la Madonna col bambino, che è la vergine protettrice dei viandanti non a caso, perché via dei Frentani collegava i tratturi al centro della città. Si è ritrovato il manto azzurro e bianco di Maria, il rosso scuro del vestito con la cinta giallo ocra. Colori anche sulle croci con ceramiche invetriate».
Soddisfatto Davide Borzacchini, della Halt Restauri che ha eseguito i lavori, la Sovrintendenza con Rosaria Mencarelli, Sergio Caranfa e Vincenzo Scarci e gli Amici di Lancianovecchia che in un anno hanno ridato un altro tesoro alla città. (t.d.r.)
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