Santa Maria Calvona, il cantiere frana

Lavori finanziati ma fermi da mesi, il crollo arriva prima della seconda fase di interventi: che cosa aspetta la Regione?
CHIETI. Transenne risucchiate nella scarpata con il terreno sottostante alle abitazioni del quartiere che ha ripreso pericolosamente a franare verso valle. E’ di nuovo allarme rosso in strada Santa Maria Calvona dove si sono perse le tracce dei 350 mila euro promessi dalla Regione quattro mesi fa.
Per ora, alla luce di quanto sta accadendo a Santa Maria Calvona, si è trattato di un semplice spot elettorale della giunta regionale targata D’Alfonso. I residenti hanno paura per l’incolumità delle proprie abitazioni dal momento che la frana è tornata a muoversi con veemenza. Tanto che le transenne posizionate dal Comune sulla via sono state tirate giù nel burrone dalla forza dello smottamento.
Soltanto arginato, in estate, dall’intervento di palificazione concretizzato dall’amministrazione comunale grazie ai primi 100 mila euro girati dalla Regione per tramite del Genio civile. Un semplice palliativo dal momento che Santa Maria Calvona necessita, con urgenza, della seconda tranche di lavori di consolidamento che dovevano essere finanziati proprio con i 350 mila euro girati al Comune dal presidente D’Alfonso ma di cui non si hanno più notizie.
Intanto la viabilità è tornata difficoltosa e chi abita o lavora a Santa Maria Calvona guarda sempre con più apprensione le previsioni meteorologiche temendo il peggio in caso di violenti piogge.
Neanche la visita in pompa magna nel dicembre 2014 dell’allora capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, ha portato in dote la soluzione ai problemi, annosi, di Santa Maria Calvona inserita, dalla Regione, tra le priorità assolute in tema di risanamento del sottosuolo dal rischio di dissesto idrogeologico.
Che, però, è tornato con prepotenza nei pensieri di chi abita a Santa Maria Calvona.
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