Sarà abbattuta la chiesa storica

8 Maggio 2018

Bucchianico: tetto crollato e crepe ovunque, i tecnici dicono sì alla demolizione dell’edificio

BUCCHIANICO. Gli esperti della Regione hanno detto sì all’abbattimento della chiesa della Madonna dell’Assunta di Bucchianico, abbandonata da decenni, con il tetto già crollato e le crepe che solcano la facciata in più punti. Il parere favorevole alla demolizione è contenuto in un parere trasmesso al Comune. La decisione porta la firma de Gruppo tecnico di sostegno costituito dal servizio Prevenzione multirischio del dipartimento Opere pubbliche della Regione, dal comando provinciale dei vigili del Fuoco, dall’ufficio tecnico del Comune di Bucchianico e dalla Soprintendenza archeologia per l’Abruzzo. Secondo i tecnici, l’immobile presenta «rischi derivanti dalle condizioni in cui versa».
«Bucchianico», denuncia Ettore Licursi, presidente del Comitato abruzzese del paesaggio, «rischia di subire nuovamente un attacco al suo patrimonio storico, architettonico, culturale, sociale, paesaggistico. Dopo anni di incuria e indifferenza, le amministrazioni pubbliche competenti intendono risolvere il problema della chiesa della Madonna dell’Assunta con la demolizione. A quanto pare», dice Licursi, «non è bastata la ferita del palazzo Caracciolo demolito nei primi anni ’70».
Nel 2014, il Comune aveva chiesto alla Regione e alla Soprintendenza archeologia di intervenire per la conservazione della chiesa della Madonna dell’Assunta in grave stato di degrado: sarebbero serviti almeno due milioni di euro per restaurare la chiesa. Un appello rilanciato anche nel 2015 ma che non è stato raccolto. Fino al 2017, quando di fronte al pericolo di crollo, il sindaco Gianluca De Leonardis ha presentato una richiesta di abbattimento perché l’area interdetta dal «rischio crollo immediato» aveva portato anche alla chiusura di una parte del cimitero.
«La pericolosità dell’immobile», dice Licursi, «probabilmente arginabile attraverso precedenti e tempestivi interventi, non costituisce di per sé una congrua e logica motivazione per demolirlo in deroga al principio generale della conservazione. Se così fosse ogni bene culturale, architettonico a rischio di crollo dovrebbe essere abbattuto». Licursi annuncia che il Comitato abruzzese del paesaggio «si sta mobilitando per evitare la demolizione. Ricordiamo alle pubbliche amministrazioni che la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione è un obbligo costituzionale».
La chiesa sorge sui resti del convento del Santo Spirito, occupato nel XIV secolo da un monastero celestiniano con un piccolo ospedale. Un restauro la ricostruì completamente dalle fondazioni tra il 1876 e il 1879, regalandole la facciata neoclassica che ancora oggi la contraddistingue. «Non serve dilungarsi sulla gravità della perdita che il paese subirebbe con profondi riflessi anche affettivi difficilmente descrivibili. Bucchianico», conclude Licursi, «parla anche attraverso quella chiesa e la sua demolizione renderebbe il paese più muto di quanto già non sia. Resterebbe un vuoto di cui dovremo rendere conto alle future generazioni».