Sasi, Basterebbe favorito per la successione a Scutti

9 Maggio 2016

Rinnovo delle cariche in piena campagna elettorale per i 92 Comuni soci L’ex sindaco di San Vito in lizza, ma ci sono anche Lapenna, Carulli e Amorosi

LANCIANO. In piena campagna elettorale e con diversi Comuni al voto, nei quali potrebbero cambiare i sindaci alla guida, si riunisce oggi l’assemblea dei 92 sindaci soci della Sasi. All’ordine del giorno c’è l’elezione del nuovo consiglio di amministrazione. Una scelta senza senso per alcuni, come il deputato Fabrizio Di Stefano (Forza Italia), secondo il quale l’attuale Cda sarebbe dovuto andare avanti per almeno altri 45 giorni in regime di prorogatio e poi, una volta eletti i nuovi sindaci, si sarebbe potuti passare alle nomine della nuova gestione. Una necessità invece per altri,molti primi cittadini del centrosinistra che ha la maggioranza dell’assemblea, perché bisogna approvare il bilancio. Questo dovrebbe essere in pareggio dopo che il consuntivo 2014 segnava un utile di appena 11.363 euro già al netto delle imposte pari a ben 4.403.000 euro. Non ci dovrebbero essere problemi ad approvarlo.

Poi si passerà al punto che finora ha fatto sempre discutere, ovvero l’elezione del presidente e dei consiglieri della Sasi. Ora il Cda è formato da Domenico Scutti e dai consiglieri Enzo Menna e Vincenzo Marcello, dirigenti rispettivamente dei Comuni di Atessa e Vasto. Un Cda che non era stato riconosciuto dai sindaci di centrodestra fino alla nomina di Menna nel 2014. Scutti ha ricoperto già due mandati, essendo stato eletto la prima volta nel novembre 2010 e poi riconfermato nel 2013. Aveva detto che non si sarebbe più ricandidato, che quello di quest’anno sarebbe stato il suo ultimo bilancio, quindi bisognerà trovare un successore. Nel 2013 ci fu bagarre anche all’interno del Pd. Non tutti i sindaci erano concordi nel rinnovare l’incarico a Scutti, un tecnico e non un politico. C’era chi, come il Comune di Lanciano, appoggiava la candidatura dell’avvocato Enzo Antonucci, che però è fuori dai giochi essendo il liquidatore della Isi, la società che gestisce il patrimonio delle reti idriche, e l’ex sindaco di Sant’Eusanio del Sangro, Domenico Carulli. Quest’ultimo potrebbe tornare in gioco all’interno, però, di un gruppo di nomi che comprende anche i sindaci, ormai uscenti, di Lama dei Peligni, Antonino Amorosi, commercialista, e di Vasto, Luciano Lapenna, laureato in Giurisprudenza. Quest’ultimo lascia la guida di una delle città in cui la Sasi ha maggiori problemi legati soprattutto alla distribuzione dell’acqua. C’è poi Gianfranco Basterebbe che ha una lunga esperienza politica e gestionale alle spalle come amministratore di San Vito e nel Pd. Basterebbe sarebbe avvantaggiato rispetto agli altri, visto che su di lui convergono molti sindaci di centrosinistra che, come consuetudine, si riuniranno prima dell’assemblea, prevista alle 16 a Palazzo degli Studi. Tre anni fa le riunioni furono diverse e infuocate. Questa volta, forse proprio perché ci sono le elezioni alle porte e eventuali dissapori potrebbero far saltare ogni accordo, si cercherà di trovare subito l’intesa. Che potrebbe anche comprendere i sindaci di centrodestra e dell’Udc, ai margini visto che sono pochi, nell’ottica di una gestione che possa seguire l’esempio Ecolan, dove nei mesi scorsi è stato rieletto presidente, all’unanimità, Massimo Ranieri, un tecnico. Il nuovo presidente della Sasi avrà diversi nodi da sciogliere: i 12 depuratori ancora sotto sequestro; il processo derivante proprio dai depuratori mal funzionanti, con il ministero dell’Ambiente che ha chiesto un risarcimento di 25,6 milioni; e la transazione con la Isi da quasi mezzo milione di euro da chiudere in fretta.

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