Sbarcano a Ortona 49 migranti: la nave tedesca rischia il fermo

La Ong avrebbe violato il decreto Piantedosi perché non si è limitata a un solo intervento in mare «Dopo aver soccorso 17 persone, abbiamo invertito la rotta per salvarne altre 32 in difficoltà»
CHIETI. La nave Sea Eye 4, che sbarcherà oggi a Ortona con 49 migranti, rischia il fermo amministrativo. L’Organizzazione non governativa (Ong) tedesca, infatti, avrebbe violato il cosiddetto decreto Piantedosi, che riguarda i salvataggi in mare e impone alle imbarcazioni di arrivare al porto assegnato, senza più bloccarsi per ulteriori soccorsi, appena ricevuta l’indicazione dell’approdo. Il provvedimento scatterà probabilmente già in giornata, quando saranno terminate le operazioni, coordinate dalla prefettura di Chieti, per portare a terra le persone raccolte nel Mediterraneo da due barche in difficoltà. La Sea Eye non avrebbe osservato le disposizioni delle autorità italiane: dopo il primo salvataggio di 17 persone e l’ordine di dirigersi in Abruzzo, «ha invertito la rotta» – per ammissione del suo presidente Gorden Isler – e ha raggiunto una barca di legno, «inadatta alla navigazione», con 32 persone. È la stessa Ong, dunque, a paventare l’ipotesi più che concreta di subire provvedimenti.
«STIAMO SALVANDO VITE»
«Secondo una nuova legge del governo italiano», hanno specificato dalla Sea Eye, «effettuare due salvataggi di fila potrebbe comportare pesanti sanzioni. L’obbligo previsto dal diritto internazionale di venire in aiuto alle persone in pericolo in mare», ha proseguito Isler, «supera le leggi nazionali. Se Sea Eye verrà ora punita, è principalmente perché le autorità maltesi non svolgono più i loro compiti di coordinamento e le persone che cercano protezione nella zona di ricerca e soccorso maltese sono lasciate a loro stesse. La promessa #LeaveNoOneToDie (in italiano #NonLasciareNessunoMorire, ndr) è scritta sul nostro scafo. Non è una promessa vuota. Quindi abbiamo invertito la rotta, salvando 32 vite».
RISCHIO SANZIONI
Poi, c’è il riferimento alla Geo Barents di Medici senza frontiere, «già sanzionata quest’anno (il 23 febbraio, ndr) con una multa di 10.000 euro, mentre la nave è stata trattenuta per trenta giorni. Sea Eye ora teme che le restrizioni del governo danneggeranno ulteriormente le risorse civili dell’organizzazione. Le attuali missioni sono comunque finanziariamente molto più costose, perché l’Italia dalla fine del 2022 assegna navi civili di soccorso marittimo in porti lontani per tenerle lontane dalla zona di operazione». L’emergenza riguardante 32 persone in difficoltà, secondo la Ong tedesca, era stata «segnalata da uno yacht a vela. In quel momento, Sea Eye si stava già occupando di un’emergenza marittima nella zona Sar maltese (zona di ricerca e salvataggio), in cui circa 400 persone a bordo di una grande barca di legno erano in pericolo di vita. Questa, completamente sovraccarica, è stata individuata dall’aereo di ricerca civile Seabird dopo aver effettuato una chiamata di emergenza. L’operatore dell’aereo di ricerca Sea Watch ha documentato l’avvistamento su Twitter. La barca di legno con 400 persone a bordo non è stata trovata da Sea Eye martedì notte nell’ampia area di ricerca. Fortunatamente, le persone hanno raggiunto da sole la zona Sar italiana e mercoledì mattina sono state soccorse dalla guardia costiera. Malta aveva completamente ignorato le centinaia di persone in pericolo di vita e non ha coordinato il soccorso in mare, anche se queste erano in pericolo per molte ore nella zona Sar maltese e Malta era senza dubbio responsabile».
L’ATTACCO
Secondo Jan Ribbeck, capo missione di Sea Eye, «l’intervento della guardia costiera italiana dimostra che il soccorso era assolutamente necessario. Dovete rendervi conto che nessuna autorità europea permetterebbe a una nave del genere di lasciare un porto europeo per raggiungere un altro luogo via mare. Queste persone erano in grave pericolo. Le numerose vittime del naufragio al largo di Crotone dell’inizio dell’anno mostrano le terribili conseguenze se gli attori statali reagiranno troppo tardi. È uno scandalo che Malta non abbia effettuato operazioni di salvataggio nella propria zona di ricerca e soccorso per persone in fuga da molto tempo».
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