Scacco alla gang della rapina a Scafetta

Tre giovani arrestati, obbligo di dimora per un quarto componente forse costretto dai complici a utilizzare la sua auto
VASTO. Fine anno in carcere per tre dei cinque rapinatori della gioielleria Scafetta. Il cerchio alla fine si è chiuso. Ci sono voluti quaranta giorni di indagini e intercettazioni ma alla fine gli uomini del commissariato di Vasto diretti dal commissario Fabio Capaldo sono riusciti a incastrare e arrestare quattro dei cinque autori della rapina alla gioielleria Scafetta di Vasto, avvenuta la sera del 17 novembre. Tre di loro, Luigi Gomeri, 23 anni; Nazario Infante, 19 anni e Mario Spinelli, 26 anni, tutti di San Severo sono rinchiusi nel carcere di Foggia. Un quarto giovane, C.C., 20 anni è stato denunciato con l’obbligo di dimora a San Severo. L’auto usata per arrivare a Vasto e fuggire è di C.C., ma non è escluso che il giovane sia stato costretto ad utilizzare la sua auto. La polizia indaga su di lui ed è alla ricerca del quinto uomo. I quattro indagati, devono rispondere di rapina aggravata in concorso, porto abusivo di arma e lesioni personali. Nel corso delle perquisizioni che hanno preceduto gli arresti, la polizia ha trovato a casa di Spinelli 20 dosi di droga: marijuana, hascisc e cocaina. Spinelli deve rispondere quindi anche del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’ANTEFATTO. «Il 26 settembre diversi gioiellieri di Vasto ci hanno segnalato la visita sospetta di giovani clienti che, con la scusa di dover comprare un anello alla fidanzata, si erano guardati attorno uscendo senza acquistare nulla», racconta il dirigente del commissariato. «Il loro accento segnalava la loro provenienza geografica: la Puglia. Le telecamere ci hanno mostrato il loro aspetto. Per 20 giorni sono stati fatti appostamenti e controlli ma non è successo nulla. La sera del 17 novembre siamo dovuti intervenire alla gioielleria Scafetta in corso De Parma», dice Capaldo.
LA RAPINA. Con la scusa dell’acquisto dell’anello alla fidanzata, Mario Spinelli è entrato nella gioielleria a volto scoperto. Quando la titolare ha messo sul banco il rotolo di preziosi, il rapinatore ha afferrato la donna, le ha bloccato il collo con un braccio puntandole un coltello alla gola, e l’ha stesa a terra. Spinelli, che ha agito a mani nude, ha fatto entrare a quel punto altri tre complici incappucciati e con i guanti. In pochi secondi hanno afferrato un sostanzioso bottino e sono usciti.
LA REAZIONE DEI CITTADINI. «A questo punto», aggiunge Capaldo, «devo dire che sono stati bravissimi i vastesi e il titolare dell'ottica Checchia. Inseguendo i malviventi li hanno costretti ad abbandonare quasi tutta la refurtiva. Sono scappati solo con 5mila euro di preziosi. Alle spalle del municipio i 4 sono saliti a bordo di un’auto con un quinto complice alla guida», spiega Capaldo.
L’IDENTIFICAZIONE E LE PROVE. Le immagini di Spinelli che aveva fatto il giro delle gioiellerie è stata mostrata alla titolare dell’oreficeria Scafetta. La donna lo ha riconosciuto. Il materiale gettato durante la fuga è stato affidato alla Scientifica che ha rilevato impronte papillari di Spinelli, già noto alle forze dell'ordine. La targa dell’auto usata per la fuga ci ha portato a San Severo dal proprietario, C.C.. L’abbigliamento indossato dai 4 e ripreso dalle telecamere è stato di grande aiuto. «Acquisite le prime prove sono entrati in azione Giancarlo Littera e Angelo Torzi, agenti dell’Anticrimine che, rinunciando a ferie e festività, hanno avviato una delicata attività di indagine in trasferta con pedinamenti e intercettazioni», prosegue Capaldo. Dai tabulati telefonici sono risultate telefonate fatte dai pugliesi a Vasto. «I colleghi di Foggia diretti dal vicequestore Claudio Spadaro, ci hanno dato una grossa mano per incastrare Gomeri e Infante. C.C. è stato interrogato a lungo. Alla fine siamo riusciti ad acquisire prove sufficienti per chiedere l’arresto. A dirigere le indagini è stato il pm di Vasto, Gabriella De Lucia, l'arresto è stato accolto dalla magistratura pugliese. Tre sono nel carcere di Foggia; il proprietario dell’auto per il momento è a piede libero ma su di lui il fascicolo è aperto. Speriamo di prendere presto anche il quinto componente la banda. Sappiamo chi è ma stiamo acquisendo prove certe anche su di lui», conclude Capaldo. Gli arrestati trascorreranno la notte di San Silvestro in carcere e probabilmente resteranno dentro anche i primi mesi del 2018.
LO SPACCIO. L’operazione ha regalato anche un imprevisto fuori programma. La polizia ha trovato a casa di Mario Spinelli 20 dosi di droga. La sostanza stupefacente è stata sequestrata mentre al giovane è stato notificato un arresto bis per detenzione ai fini di spaccio.
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