Scacco alla gang delle auto rubate
Ascoli, emesse 15 misure cautelari anche per la vettura sottratta a Castaldi (M5S)
VASTO. Scacco alla gang delle auto rubate. C’è anche la moglie del senatore del M5S Gianluca Castaldi fra le vittime della banda specializzata nel furto di auto lungo la riviera Adriatica. La donna la scorsa estate era stata derubata della sua Citroen Berlingo parcheggiata alla Marina di Vasto. Il ladro, 24 anni, di Cerignola sorpreso dalla vittima, la colpì con violenti calci all’addome, ferendola, e poi fuggì. Ma venne bloccato e ammanettato dopo uno spericolato inseguimento. Come lui ieri sono finiti nei guai altri 13 giovani originari del Foggiano e un romeno, ritenuti, a vario titolo, responsabili di associazione per delinquere finalizzata ai furti di autovetture ed alla ricettazione di parti di esse, concorso in furto e tentato furto aggravato e continuato di autovetture. L’operazione, illustrata nel corso di una conferenza stampa, ha richiesto un anno di indagini. Giovedì scorso la svolta. Il comando provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno è riuscito a smantellare l’associazione per delinquere.
«La banda», hanno spiegato i carabinieri, «operava seguendo la fascia costiera adriatica, dall’Emilia Romagna alla Puglia». Il blitz dei militari è scattato all’alba, contestualmente a San Benedetto del Tronto, Cerignola, Vasto, e Foggia. Decine di carabinieri del comando provinciale di Ascoli Piceno, insieme a quelli di Foggia, hanno eseguito 5 ordinanze di applicazione di misure cautelari in carcere e 10 obblighi di dimora, emessi dal gip di Ascoli Piceno su richiesta della Procura, nei confronti di quindici persone (quattordici italiani originari del Foggiano e un romeno), ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione per delinquere finalizzata ai furti di autovetture ed alla ricettazione di parti di esse, concorso in furto e tentato furto aggravato e continuato di autovetture. L’indagine ha avuto inizio nel novembre 2017.
Le auto privilegiate dal sodalizio erano Ford e Renault. La gang, suddivisa in “batterie”, settimanalmente partiva da Cerignola a gruppi di 3 o 4 persone a bordo di auto prese a noleggio, oppure a bordo dell’autovettura di uno degli indagati, per raggiungere località rivierasche dell’Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. Rubavano autovetture anche di pregio utilizzando chiavi e centraline modificate da condurre nella zona di Cerignola per ricettarne i componenti. Per 5 indagati è stata emessa la misura cautelare in carcere, per altri 10 obbligo di dimora. (p.c.)
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