Scalo, emergenza idrica: nuove chiusure dell’acqua
Rubinetti a secco dalle 23 alle 5.30 fino al 1° dicembre per novemila cittadini L’Aca: «Restano le condizioni di criticità per le sorgenti». Si muove il Comune
CHIETI. Ancora rubinetti a secco in città. E, ancora una volta, a essere penalizzata è la parte bassa della città, quella che da anni soffre di carenza idrica. Da martedì scorso, fino a martedì primo dicembre, l’Aca ha sospeso l’erogazione idrica su buona parte del territorio scalino. La sospensione riguarda solo le ore notturne, dalle 23 alle 5.30 del mattino. Secondo le stime dell’azienda consortile acquedottistica che ha sede a Pescara, il disagio va ad interessare 9mila residenti dello Scalo. Nello stesso periodo ci sono chiusure notturne, ma non in maniera continuata come è stato previsto per Chieti, anche in altri quattro piccoli centri: Catignano, Cugnoli e Nocciano, in provincia di Pescara, e Pretoro in provincia di Chieti. Complessivamente le chiusure notturne vanno quindi ad interessare, secondo i dati dell’Aca, circa 14.100 residenti. I vertici dell’azienda consortile fanno sapere che a rendere assolutamente necessarie le nuove chiusure è la carenza idrica che si è registrata praticamente per tutto l’anno. Sebbene le piogge dell’ultimo periodo abbiano aiutato a migliorare le condizioni delle sorgenti, bisognerà attendere ancora qualche giorno prima di poter tornare alla normalità. I residenti dello Scalo sono da anni in protesta per poter avere più acqua dai rubinetti. Ci sono in particolare palazzi con quasi 200 appartamenti che non hanno autoclave e soffrono di mancanza d’acqua non solo durante la notte ma anche di giorno, a causa dei problemi di mancanza di pressione con cui arriva l’acqua. Per chi abita agli ultimi piani è un calvario. La nuova amministrazione comunale è stata interessate del problema e se ne è fatta carico direttamente con il sindaco Diego Ferrara e il presidente del consiglio comunale Luigi Febo, che hanno aperto un dialogo con l’Aca. A chiedere di contattare con immediatezza i vertici dell’azienda che controlla 64 comuni, sono stati due residenti che da anni hanno intrapreso questa battaglia, Gianluca Squicciarini ed Elda Capriotti. «Il dialogo è aperto», conferma Febo, «e tra qualche giorno ci siederemo insieme ai vertici Aca per entrare nel merito degli interventi da realizzare allo Scalo. Le linee di intervento sono due: la prima riguarda una serie di opere per cercare di diminuire le ingenti perdite della rete acquedottistica; la seconda riguarda lavori che hano lo scopo di stabilizzare la pressione idrica allo Scalo. A questo riguardo l’Aca sta progettando opere per realizzare piccole reti aggiuntive che permettono il livellamento della pressione». Nel frattempo l’amministrazione sta cercando di monitorare la situazione dello Scalo. «Dall’Aca», continua Febo, «ci hanno assicurato che durante il giorno non si registra più quella situazione emergenziale a livello di pressione idrica che qualche tempo fa ha lasciato i residenti dei piani alti di alcuni palazzi senz’acqua per ore e per cui abbiamo dovuto inviare soccorsi attraverso l’utilizzo di autobotti».
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