Scalo, il nuovo asilo fa scendere in piazza il comitato cittadino

Parla il presidente Di Monte: «Le dimensioni dei pilastri svelano il vero progetto, qui faranno un palazzone»
CHIETI. «Quei pilastri mastodontici e la trivellatrice che è servita per scavare in profondità rendono fondati i nostri timori. Allo Scalo il Comune non sta costruendo un asilo nido a un solo piano, ma getta le basi per un vero e proprio palazzo».
Roberto Di Monte lo ha detto alla prima assemblea del comitato "Chieti Scalo centro", mercoledì sera davanti a una trentina di residenti e commercianti della zona di piazza Carafa riuniti davanti al cantiere che da febbraio suscita polemiche, dopo che l'ufficio postale in abbandono da decenni è stato demolito. E lo ripete a mente fredda a nome del movimento spontaneo che lo vede in prima linea. L'animatore del sito in rete www.chietiscalo.it non soffia però sulle vele di chi paventa, e critica, una presunta destinazione del nuovo edificio a alloggio per famiglie di immigrati extracomunitari. «E' soltanto una voce che gira tra chi risiede nelle immediate vicinanze, alimentata dalla preoccupazione di una invasione di stranieri in un contesto che già vede piazza Carafa tra i punti meno frequentabili dello Scalo quando cala la sera. E' già noto del resto che lo spiazzo, nelle ore notturne», osserva Di Monte, «è base abituale di spacciatori e tossicodipendenti». Di un palazzo con appartamenti non c'è però traccia nei progetti dell'amministrazione Di Primio, e la stessa tabella illustra anche in grafica un edificio che ha tutte le caratteristiche di una moderna scuola per l'infanzia. «A parte il dettaglio dei pilastri di grande diametro, che non avrebbero ragione d'essere in quel cantiere», ribatte il coordinatore del comitato, «ci sono i progetti originari dell'amministrazione a far temere che non ci si fermerà a un nido. Documenti noti parlano di appartamenti a canone agevolato, cioè case popolari a basso prezzo e scarsa qualità edilizia, e lo stesso assessore ai Lavori pubblici Mario Colantonio mi ha confermato che anche il vecchio asilo a ridosso del cantiere è di proprietà comunale e rientra in un piano complessivo che oltre al nido prevede appunto appartamenti e nuovi parcheggi, forse interrati nello spiazzo tra la scuola Mezzanotte e la delegazione comunale».
Quello dei parcheggi, legato a doppio filo con il cantiere dell'asilo, è un altro argomento di polemica tra il comitato e l'amministrazione comunale. «Ai problemi dei residenti, che hanno a disposizione pochi spazi per mettere le auto», spiega, «e il traffico che si crea nelle ore di ingresso e uscita dalla scuola, piazza Carafa aggiungerà il movimento dei genitori dei 40 piccoli alunni dell’asilo. A questa situazione, già insostenibile oggi e in aggravamento quando il nido entrerà in funzione, è innescata da una pianificazione urbanistica che ancora una volta fa dello Scalo il collettore di scelte sbagliate. C'è il rischio che diventi una periferia deprezzata anziché, come vorremmo, la vera nuova Chieti con dignità pari al Colle».

