Scarichi, il Comune revoca l’ordinanza contro il ristoratore
VASTO. Era stato accusato di scaricare reflui domestici nella condotta delle acque bianche (invece di farli confluire nella rete fognaria), ma a distanza di quasi un anno arriva una nuova ordinanza...
VASTO. Era stato accusato di scaricare reflui domestici nella condotta delle acque bianche (invece di farli confluire nella rete fognaria), ma a distanza di quasi un anno arriva una nuova ordinanza che revoca la precedente, mettendo la parola fine ad una vicenda che aveva visto finire alla gogna un noto ristoratore locale. Marino Artese, (in centro nella foto) vice presidente del Consorzio “Golfo d’oro”, si è dovuto munire di una perizia tecnica per dimostrare che gli scarichi dell’abitazione, di cui è comproprietario insieme alla sorella, erano già convogliati direttamente all’interno di un pozzetto della rete fognaria e che una condotta dotata di un sistema di “non ritorno” impediva di fatto la commistione delle acque bianche con quelle nere. Di fronte ad accertamenti peritali di tale portata il Comune non ha potuto far altro che revocare l’ordinanza emessa a luglio dello scorso anno, con cui aveva disposto la realizzazione di tutti i lavori necessari al convogliamento delle acque reflue provenienti dall’appartamento, ritenendola “ineseguibile”. Insomma, una clamorosa marcia indietro che rende giustizia al ristoratore, ma non lenisce l’amarezza di essere stato accusato ingiustamente. «Sono stato considerato un inquinatore», si sfoga Artese, «ma alla fine sono riuscito a dimostrare che gli scarichi erano solo acque bianche e non reflui fognari». Per dimostrare la propria estraneità ai fatti, l’operatore turistico aveva anche presentato un ricorso al Tar di Pescara ed in quella occasione aveva contestato l’ordinanza sindacale. Il provvedimento era stato firmato in seguito al sopralluogo dell’Ufficio circondariale marittimo che aveva accertato «la presenza di tre punti di scarico senza alcuna forma di depurazione». Erano acque bianche. (a.b.)

