Scarpe rosse e canzoni gospel per Simona

Folla ai funerali della giornalista, simbolo della lotta per i diritti dei disabili. Il ricordo delle amiche
CHIETI. Le amiche lasciano sulla bara di legno chiaro un paio di scarpe rosse col tacco, mentre le canzoni gospel emozionano la folla che straborda fino in piazza. Piangono tutti, nel giorno dell’addio a Simona Petaccia, la giornalista teatina morta a 47 anni, fin da piccola su una carrozzina, simbolo della lotta per i diritti dei disabili e presidente della onlus Diritti diretti. Piangono le anziane, che cercano di farsi un po’ d’aria con il ventaglio. E piangono i più giovani, che provano a nascondere le lacrime dietro gli occhiali scuri, quando mamma Elisabetta, papà Elio e le sorelle Monica e Tina entrano nella chiesa della Trinità col sottofondo del coro gospel. Ci sono semplici cittadini, assessori e consiglieri comunali, rappresentanti delle associazioni cittadine. «Ho conosciuto Simona durante la benedizione delle famiglie», racconta don Claudio Pellegrini. «Lei si è fatta trovare nella sua stanza. Quando sono entrato, le ho detto che aveva un volto conosciuto e che l’avevo vista al telegiornale. Ho guardato le pareti, ho visto tutti quei diplomi e mi ha spiegato chi era Simona. Mi ha detto che lei era nata così, ma aveva fatto della sua fragilità la sua forza. Non si è mai arresa a quella terribile rassegnazione che si può riassumere in una frase: “Purtroppo è cosi e non ci posso fare niente”. Quel giorno, guardando Simona, quando ho capito cosa stava combinando, di fronte a quell’intelligenza e a quella forza, mi sono detto: “Lei è più normale di me”. Simona ha corretto tutti quanti noi, facendo riconoscere a tutti diritti immediati», conclude il parroco tra gli applausi. Poi, prendono la parole due amiche. «Grazie per il tuo insegnamento», dicono, «grazie per ogni giorno passato insieme, grazie per la tua forza». Le scarpe rosse accompagnano Simona anche nell’ultimo, breve viaggio verso il cimitero. «Perché a una donna», amava ripetere, prendendo in prestito le parole della scrittrice finlandese Riikka Pulkkinen, «servono due cose nella vita: il senso dell’umorismo e un paio di scarpe rosse col tacco». Silenzio, ora. Attacca di nuovo il coro, stavolta con le note struggenti di Every Praise. Piangono tutti, nel giorno dell’addio a Simona. (g.let.)

