Scarsa manutenzione e vecchi arredi

Al Da Vinci vistose crepe in un’ala del piano terra. Il De Giorgio con infiltrazioni d’acqua. De Titta senza scala antincendio
LANCIANO. Domani si torna tutti in classe. Prima campanella per gli alunni, dall’infanzia alle superiori, in città. Zaini in spalla, voglia di riabbracciare i compagni di classe, meno di riaprire i libri, i ragazzi iniziano il nuovo anno scolastico. Che presenta problemi più o meno nuovi. Se infanzia e primaria devono fare i conti con il servizio mensa che inizierà con ritardo, il 18 settembre, le superiori fanno i conti con scarsa manutenzione e carenza di arredi. C’è il Da Vinci con vistose crepe a un’ala al piano terra, chiusa, e mancanza di sedie e banchi; il De Giorgio con le infiltrazioni di acqua. C’è il De Titta senza scala antincendio e ampliamento e lo Scientifico con i segni delle devastazioni dello scorso anno ancora sulla pelle. C’è poi la questione della sicurezza degli edifici a svegliare animi e coscienze ad inizio anno. Sulla sicurezza, la vulnerabilità sismica delle superiori ne risponde la Provincia che, priva di risorse, a stento potrà assicurare il pagamento delle utenze, di acqua, luce e gas, figurarsi i lavori di manutenzione straordinaria. Che sarebbero necessari al Da Vinci. Costruito negli anni ’70, la scuola presenta crepe da tempo e ha un indice di vulnerabilità prossimo allo zero, ovvero critico. Sono larghe quasi un palmo di mano le crepe di uno sgabuzzino che regge poi tre piani di scale e dei bagni chiusi accanto a un laboratorio rimesso a nuovo. «Lavori sono stati fatti, altri sono da fare, fermo restando che non si è sicuri mai», dice il dirigente del Da Vinci-De Giorgio, Gianni Orecchioni. «La scuola era stata costruita a norma negli anni in cui Lanciano era fuori dal rischio sismico. Per quei tempi era perfetta. Ora, la parte vecchia, non lo è più. È senza problemi invece l’ala nuova, costruita una decina di anni fa e tornata alla scuola due anni fa».
Fino a due anni fa c’erano le aule del liceo linguistico-sociologico De Titta che con l’unificazione con il Fermi, l’anno scorso, ha spostato lì le aule mancanti nel proprio plesso. «Partiamo bene quest’anno», dice la dirigente del Fermi-De Titta, Daniela Rollo, «abbiamo gli spazi anche per sdoppiare le classi. Restiamo sempre in attesa dell’ampliamento e della scala antincendio al De Titta ma non ci crea grossi problemi». La questione ampliamento è legata al nullaosta della Sovrintendenza visto che sono state rinvenute proprio due anni fa (era il 10 settembre) parte delle mura aragonesi nel giardino dove doveva essere fatta la struttura. Mura abbandonate da allora. Nelle scuole mancano però anche gli arredi. Servono banchi al liceo e soprattutto al Da Vinci dove mancano 148 banchi e sedie. «Abbiamo fatto la delibera per l’acquisto tramite Mepa», dice Francesco Faraone, tecnico dell’edilizia scolastica della Provincia, «di 500 banchi e 500 sedie per le superiori, tra cui il Da Vinci. Siamo in ritardo di una settimana».
Inizia senza problemi l’anno dei 390 studenti del liceo classico. «Abbiamo una sezione in più», dice la vicepreside, Rosa Soriano, «sono 4 quest’anno le quarte del ginnasio grazie alla nuova offerta formativa che aumenta le ore di matematica e inglese. La scuola è in buone condizioni, lavori sono stati fatti e si fanno tanto da accogliere anche tre calssi delle medie del don Milani». Nessun problema strutturale anche per il liceo artistico Palizzi, legato al classico.
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