Scattano i permessi per gli agricoltori

Ortona. Il sindaco autorizza il lavoro nei campi. Il deputato D’Alessandro scrive alla Protezione civile: più tamponi a Caldari
ORTONA. Arriva una nuova disposizione comunale per permettere agli agricoltori di poter uscire e entrare dalla zona rossa per lavorare i terreni. Attorno a questa tematica negli ultimi giorni si è sviluppato un vero e proprio dibattito, soprattutto a seguito della proroga dell’area off limits. Per i coltivatori, infatti, inizia il periodo in cui ci sono diverse attività da effettuare e l’impossibilità di recarsi sugli agri comporta notevoli disagi. Così il sindaco Leo Castiglione, in virtù dell’ordinanza n. 36 della Regione recante nuove misure inerenti anche l’attività di aree come orti e vigneti, ha emanato ieri una disposizione per consentire ai coltivatori diretti, ai proprietari terrieri, ai braccianti agricoli, fattori e mezzadri di uscire e entrare dalla zona rossa di Caldari per raggiungere i terreni al fine salvaguardare le colture e non perdere i raccolti. Servirà comunque l’autocertificazione, sulla quale dovrà essere specificata l’ubicazione del terreno e il titolo per cui lo si lavora.
Ma intanto resta il dibattito sull’effettiva necessità di prorogare la zona rossa nella frazione ortonese. In merito è intervenuto anche l’onorevole Camillo D’Alessandro, che ha scritto al Capo Dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli. Il deputato sottolinea che la proroga a Villa Caldari deve essere accompagnata da interventi, tamponi estesi a tutti. «Ad un primo provvedimento di classificazione della zona rossa, seppur sollecitato, giunto a mio giudizio tardivamente, la Asl ha ritenuto di prorogarla ulteriormente. Ciò a riprova della sua necessità sin dall’inizio», premette D’Alessandro. «Ritengo che la decisione, che non intendo discutere perché giustificata da esigenze di contenimento del contagio secondo le determinazioni della Asl di competenza, tuttavia dovrebbe essere accompagnata da una conseguente azione di tutela della comunità di Villa Caldari, garantendo l’estensione dei tamponi alla popolazione residente, cosa non avvenuta nella prima fase».
È questo un aspetto su cui sta lavorando anche l’amministrazione comunale: il sindaco lo scorso 3 aprile ha sollecitato la Regione ad avviare una programmazione cadenzata e più diffusa dei tamponi su tutto il territorio comunale ed in particolare nell’area di Caldari. Anche la consigliera Simonetta Schiazza, ha parlato della necessità per tutti i residenti della zona rossa di essere sottoposti al test per limitare i rischi che arrivano soprattutto dagli asintomatici.
«La zona rossa», ha concluso D’Alessandro nella lettera, «non può essere percepita come un confine, dove dentro non accade nulla, altrimenti si rischia alienazione, disorientamento, incomprensione».
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